MARZO 1945 – ATTACCO AI CASELLI FERROVIARI DI GUINADI – TESTIMONIANZA DEL PARTIGIANO ADELIO BERNARDI

Caselli ferroviari (Pontremoli—Guinadi)

Era giunto il momento di occupare la ferrovia e di salvare la galleria del Borgallo (Km 8 circa) prima che venisse sabotata del nemico e la I brigata “Beretta” si mosse al completo.
Vennero espugnati dopo qualche ora di fuoco i primi 2 caselli ferroviari, mentre il casello n. 70 vicino alla mia posizione resisteva strenuamente.

Passato il comando della compagnia, mi spinsi nella zona di attacco ed incontrai subito gli uomini di Fanfulla e Falco.
Per avvicinarci all’obbiettivo era necessario superare un campo minato, confidando che i cartelli fossero stati messi a bella posta dei tedeschi il formidabile “Fanfulla”, io, Falco e qualche altro attaccammo decisi ad espugnare il casello, mentre gli uomini rimasti in posizione sovrastante avrebbero avuto il compito di proteggerci.

Così venne fatto, il bazouka e le bombe a mano distrussero in parte il casello e con i mitra, giunti sulle macerie, ponemmo fine alla resistenza nemica. Ci furono morti e prigionieri.

Proseguimmo per dare man forte a Gino Caccchioli (vice comandante della Divisione “Beretta”, ma non ce ne fu bisogno perché Gino, uomo di un coraggio non comune, pur essendo stato ferito di striscio alla testa, aveva già provveduto e porre fine alle resistenza tedesca e così raggiunto l’ultimo casello vicino a Guinadi salvammo anche la galleria del Borgallo ove, come riferisce il Battaglia nelle sue “Storia della resistenza italiana” venne fatto il seguente bottino:

– 2 treni carichi di munizioni;
– 900 quintali di esplosivo
– 3200 mine, ecc. ecc.

Testimonianza del Partigiano Adelio Bernardi (“Punteria”) raccolta da R. Ferri e pubblicata dal sito Il Giornale di San Rocco in data 14.6.2008.

Adelio Bernardi è nato a Borgotaro il 25 maggio 1925. Il nome di battaglia era “Punteria” , è entrato a far parte della resistenza subito dopo l’8 settembre 1943 e delle formazioni partigiane in montagna il 5.1.1944 all’età di 18 anni.

A quell’epoca era di leva e da pochi mesi avevo conseguito il diploma di abilitazione magistrale.

Al termine della guerra, 25 aprile 1945, ricopriva il grado di Comandante di Compagnia della 1° Brigata “Berretta”.