MONTE BURELLO, MONTE SAGRO, LE STATUE STELE DELLA LUNIGIANA – CULTI NATURALISTICI DELLA LIGURIA ANTICA

di Italo PUCCI

Il forno del diavolo

Monte Burello (1089 m s.l.m.)

Ubicato ai confini tra zerasco e pontremolese domina la Val di Magra; ha attirato l’attenzione degli studiosi (Manfredo Giuliani) già all’inizio del secolo per leggende pastorali e la presenza del diavolo.

Le recenti indagini hanno preso spunto proprio dalla tradizione popolare che parlava di scodelle o tazze scavate nella roccia quali opere del demonio: le scodelle o tazze erano davvero presenti sulla vetta del monte, praticate su un banco d’arenaria ai piedi di un grande masso (di forma quasi cubica e sostenuto artificialmente da altre pietre) e di una struttura litica ad esso collegata. Le coppelle sono nel numero di due, è presente pure la vaschetta quadrangolare ed infine il classico cruciforme di cristianizzazione. Un altro masso presenta tre coppelle su parete verticale. Poco lontano si trova una nicchia artificiale con all’interno una coppella ed accanto l’immancabile cristianizzazione tramite cruciforme.

L’insieme sembra perciò costituire un sacello da collegarsi, probabilmente, del culto delle vette.

Italo Pucci, Monte Burello, Monte Sagro e le statue stele della Lunigiana, in Culti naturalistici della Liguria antica, Luna Ed., 1997

Particolare del complesso litico di Monte Burello
Segno cruciforme su Monte Burello