MONTELUNGO, IL PAESE

Abitazioni in pietra a vista
Uno scorcio del paese

Pochi i borghi dell’Alta Lunigiana che possono vantare una storia che affonda le radici nei secoli della seconda parte del primo millennio. Essere su importante direttrice che portava pellegrini e commercianti dalla pianura Padana al mar Tirreno ha contribuito in modo determinante a fissarne   l’importanza come centro di ristoro e di assistenza.

Territorio già assegnato all’ abbazia di Bobbio, nell’VIII secolo i re Longobardi donano cappella e xenodochio all’abbazia di San Salvatore e Santa Giulia di Brescia. All’inizio del nuovo millennio i beni risultano essere di proprietà del monastero di San Benedetto di Leno.

Il borgo costituisce la 32° tappa (Sce Benedicte) dell’itinerario di Sigerico da Roma a Canterbury nel 990.

L’antico villaggio sorgeva più a levante rispetto alla disposizione attuale, posizione abbandonata per ripetuti smottamenti che hanno travolto abitazioni e terreni.

Anche la chiesa è stata oggetto di ricostruzione in altra sede nel corso del XVI secolo e conserva al suo interno un organo a canne del 1858 realizzato da Francesco Bossi e oggetto di un recente, importante restauro. Nella chiesa è conservata una pregevole statua lignea della Madonna Immacolata attribuita al fiammingo Jan Geemaet e datata al XVIII secolo.

Dopo la costruzione dell’autostrada la statale della Cisa ha perso importanza e traffico, ma oggi può contare su un buon  flusso turistico alimentato dai motociclisti richiamati dagli stupendi tornanti della strada  e da coloro che usufruiscono dei servizi delle Terme di Montelungo, aperte di recente dopo infinite lungaggini burocratiche.

Una stradina interna al borgo
Imposte chiuse, situazione ricorrente

La piazzetta
Uno scorcio del paese