Dante è nato il 26.8.1924 ad Arzengio da Angelo e Cavalieri Maria; pur con poca costanza Dante ha modo di frequentare la scuola sino alla quinta elementare, sa quindi leggere e scrivere.
La guerra impone i suoi ritmi e le sue esigenze e Dante viene chiamato alle armi il 25 agosto 1943 quando deve compiere ancora diciannove anni ed aggregato al Deposito 4° Reggimento Artiglieria Contraerea in Mantova.
Neppure il tempo di effettuare l’addestramento e l’8 settembre 1943 l’Italia – sopraffatta dalle negative condizioni economiche e dal disastroso andamento del fronte di guerra (drammatico ritiro dal fronte russo ed esercito in rotta sul fronte settentrionale africano) -sottoscrive l’armistizio con gli Alleati. Il re, il governo e gli alti comandi militari riparano al sud, lasciando l’intero esercito senza direttive ed indicazioni. I tedeschi, improvvisamente, da alleati si trasformano in nemici e chiedono ai nostri militari di proseguire la guerra al loro fianco entrando nella Wermacht; per coloro che si rifiutano è prevista la cattura e l’invio in Germania al lavoro coatto.
Fortunatamente Dante riesce ad eludere il controllo dei tedeschi e, abbandonata la divisa, rientra a casa, in famiglia.
A novembre viene chiamato alle armi dalla R.S.I. – Repubblica Sociale Italiana; Dante non ottempera all’invito e per questo viene denunciato per diserzione al Tribunale Militare di Firenze. La denuncia non ha seguito stante l’andamento negativo della guerra per i nazifascisti.
I sentimenti antifascisti di Dante, espressi già con il diniego espresso l’8 settembre e poi con il non presentarsi alla chiamata alle armi, sfociano dopo qualche mese in aperta adesione alla lotta di Liberazione.
Dante il 7 luglio 1944 entra, come combattente, a far parte della formazione partigiana IIa Julia che opera nel parmense. L’adesione è convinta, passionale, con dedizione assoluta. Da subito e sino al 31 ottobre 1944 ricopre la carica partigiana di Capo Nucleo (Sergente) e dal 1 novembre al 25 aprile 1945 come Capo Squadra (Sergente Maggiore).
Purtroppo Dante non ha tempo di gioire per la ritrovata Libertà per la quale ha sofferto e combattuto; muore il 30 giugno 1945. Il Foglio Matricolare non indica il motivo del decesso.
Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa