
A nome della Giunta della Comunità Montana della Lunigiana ringrazio sentitamente il Sig. Prefetto e le altre autorita intervenute, i rappresentanti delle istituzioni culturali e tutti coloro che hanno voluto onorarci della loro gradita presenza.
Desidero esprimere particolare riconoscenza ai membri del Comitato Scientifico Organizzatore, che col loro impegno hanno permesso la realizzazione di questa iniziativa, ed agli autorevoli relatori che hanno cortesemente accettato il nostro invito.
Il Convegno di Studi sul “Movimento socialista in Lunigiana tra la fine dell’Ottocento e il Novecento”, promosso dalla Comunità Montana della Lunigiana in collaborazione con la Provincia di Massa-Carrara, con i Comuni di Pontremoli e Tresana e con le Associazioni Culturali Lunigianesi, è stato patrocinato dalla Regione Toscana, dall’Istituto Socialista di Studi Storici di Firenze e dell’Istituto Gramsci toscano, con l’adesione della Presidenza della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e delle Presidenze della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Il Convegno, come ha affermato in una recente intervista l’assessore alla cultura Caterina Rapetti, nasce dalla necessità – unanimemente avvertita – di riflettere su un periodo importante e finora poco esplorato della storia lunigianese, su un momento di trasformazioni socio-economiche, politiche e culturali assai rilevanti per la nostra realtà.
Negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo emersero in Lunigiana figure di notevole spicco intellettuale come Luigi Campolonghi, Pietro Bologna, Gerolamo Lazzeri, Alberto Malatesta, Alceste de Ambris, Pirro Orlandini, Manfredo Giuliani ed altri.
In quel vivace e dinamico contesto culturale videro la luce, a Pontremoli, prima il giornale socialista “La Terra”, poi il cattolico “II Corriere Apuano”.
L’esigenza culturale di perfezionare la conoscenza di quell’epoca, che ebbe un ruolo decisamente significativo per la Lunigiana, ma non solo per essa, ci ha stimolati all’iniziativa odierna: il Convegno vuol essere l’avvio di un discorso che può e deve conoscere momenti successivi di approfondimento e di riflessione sul concreto operare di un movimento politico che ha fortemente caratterizzato quella fase storica.
Io sono convinto che i valori, gli ideali che furono alla base del Movimento Socialista Lunigianese, tra ‘800 e ‘900, siano ideali e vaIori tuttora fondamentali, indispensabili per dare risposte positive ai problemi anche nuovi della realtà odierna.
Credo soprattutto che un’analisi seria di quel periodo debba rifuggire da tentazioni d’interpretazione di parte, in quanto la storia del socialismo di quel periodo è patrimonio comune di tutte le forze politiche e culturali che si richiamano alla tradizione del movimento operaio.
Tutti coloro che se ne sentono eredi hanno una matrice comune nel movimento socialista sviluppatosi quasi un secolo fa: movimento che riprendeva i valori di fondo della stessa rivoluzione francese, i quali mantengono viva la loro attualità anche a dispetto di chi li voleva o li vorrebbe superati.
Partendo da questi valori le forze politiche che si richiamano ad essi devono mostrarsi capaci di guardare lontano e di costruire un futuro di nuovo umanesimo per la società di oggi, in cui tutto cambia in fretta, dalle materie prime alle tecnologie alle ragioni dello scambio, ed in cui ci sono ancora troppe armi.
Non solo le forze politiche, ma anche quelle culturali che condividono gli stessi principi devono dimostrare di saper frenare l’indifferenza, l’arroganza del potere, il razzismo e la brama di supremazia che rischiano di travolgere la nostra civiltà; devono dimostrare di saper capire il mondo che cambia e di essere in grado di concorrere a cambiarlo in positivo.
Dico questo perché spesso, troppe volte si sente parlare in astratto di modernità e della necessità di un adeguamento alle rapide e tumultuose trasformazioni sociali. Io sono dell’avviso che si debba certamente capire ed interpretare ciò che cambia, ma che sia necessario comprendere anche per denunciare e contrastare ciò che in negativo cambia e di negativo emerge, non solo per adeguarsi ma per proporre una prospettiva di sviluppo e di vero progresso democratico.
Perciò credo che, nel partire dalla riflessione su quello che è stato il movimento socialista a cavallo tra i due secoli, ci si debba anche interrogare su quanti e quali dei valori cui esso si ispirava siano ancora attuali e vitali e pertanto necessari al fine di costruire un futuro di progresso, non basato sulle oligarchie ma su una gestione del potere trasparente e democratica ispirata a libertà, uguaglianza e solidarietà: libertà innanzitutto dal bisogno e cioè libertà reale, eguaglianza effettiva e solidarietà concreta, in una dimensione unitaria ed integrale dei diritti. In sostanza, anche per la società democratica di oggi e del futuro si pone l’esigenza fondamentale di dare ai cittadini pari diritti e pari opportunità. Questo penso sia il compito politico e culturale di tutti coloro che si richiamano, credendo fermamente in essi, ai valori ed agli ideali che furono propri del movimento socialista ai suoi albori.
OSVALDO ANGELI,Presidente della Comunità Montana della Lunzgiana, Per una riflessione su un importante momento storico – politico in lunigiana
Pontremoli, 10 ottobre 1988.