

Il borgo di Noce ha legato la sua esistenza all’allevamento, una delle poche attività praticabili in un territorio che si presentava duro e arido, e che richiedeva tanta fatica con scarsi risultati. Dal paese partiva la strada “Trianara” che in circa 6 chilometri conduceva al villaggio della Formentara dove i pastori portavano gli animali all’alpeggio. Di fatto con la transumanza era l’intero borgo che si trasferiva in alto, a 1000 metri, dove era possibile coltivare frumento e ottime patate. Oggi il villaggio della Formentara è abbandonato, le belle case in sasso sono cadute in rovina, ma, per secoli, a partire dal XVI secolo ha rappresentato la sopravvivenza per quelle genti.
Il paese è composto da due frazioni vicine, Costa e Canale, ognuna delle quali dispone di un Oratorio, dedicato al Santissimo Nome di Maria e risalente probabilmente al 1636 il primo, al Santo Spirito e edificato nel 1742, ma potrebbe essere ben più antico, il secondo; entrambi erano dipendenti dalla chiesa madre di Patigno.
Il paese ha subito devastazioni nel corso dei due terribili rastrellamenti, ad opera dei soldati nazi-fascisti , dell’agosto 1944 e del gennaio 1945.
Le foto dei due oratori sono tratte dal sito www. beweb.it