NOTE AGRARIE

L’allevamento del bestiame e l’industria dei latticini è una delle più importanti industrie agricole dei nostri paesi montani, facile e di grande tornaconto, qualunque sia ancora in balia di un cieco empirismo.

Ora allo scopo di contribuire al miglioramento di questa industria  e indirizzarla verso l’adozione di sistemi razionali, si recò presso di noi domenica scorsa il prof. F. Soleri della Cattedra ambulante di Massa.

Nel mattino, in una conferenza a domanda e risposta parlò, con prove comparative, sulla mungitura e lavorazione del latte col sistema usuale e con quello razionale, dimostrando luminosamente la grande superiorità di quest’ultimo.

La produzione in formaggio, maggiore e migliore, dovrebbe invogliare tutti i proprietari di bestiame a mettere in pratica le norma da lui spiegate, tanto più che ha trattato di un perfezionamento facile ed economicamente seguibile non occorrendo l’impiego di capitali. Con un po’ più di pulizia, coll’impiegare cagli puri e a forza costante, e con minor quantità di sale (da 3 a 5 chilogrammi ogni quintale di formaggio) è già un gran passo che si fa verso il progresso.

Nel pomeriggio dopo aver parlato della conservazione del formaggio, pieno di condiscendenza e di cortesia con tutti, volle tenere una specie di conversazione agraria coi coloni di qui, sfatando pregiudizi , dando regole pratiche e consulti sulle cimature della vite, sulla solforazione, sul modo di impiantare una concimaia razionale e altri consigli pratici, lasciando tutti pienamente soddisfatti e desiderosi che torni presto a continuare in mezzo a noi l’opera sua felicemente cominciata.

E mentre mi faccio interprete dei sentimenti del paese nel ringraziare l’ottimo prof. Soleri, mi auguro che i proprietari messi da parte i vieti pregiudizi vogliano adottare i nuovi sistemi di cultura nazionale nei quali è riposta la fonte precipua e la speranza più salda del nostro miglioramento economico.

Tratto da Settimanale A NOI, 8 luglio 1906