
Tazio Nuvolari: eroe della velocità per i nostri genitori, nell’epoca in cui i motori avevano ancora il fascino della novità. Per noi, oggi, abituati a ritmi e prestazioni ben diverse, egli è ancora un simbolo , una metafora dell’automobile come conquista, come gioia del correre nel vento, tanto che continuiamo a dire ai nostri ragazzi, quando corrono sulle strade: “Non fare Nuvolari!”. Nella mia memoria ricorre un episodio avvenuto realmente nella nostra città e sentito raccontare più volte da mio padre, tanto che forse l’aneddoto è diventato “favola”. Un giorno il pilota, che aveva un appuntamento sportivo a Parma, si fermò presso l’attuale passaggio a livello ferroviario di Porta Parma. Lì si trovava il rettore della parrocchia di San Nicolò, che doveva andare a Montelungo, suo paese natale, a celebrare messa e, non avendo mezzi propri, cercava un passaggio. Il prete che portava, come si usava a quei tempi, un cappello a larghe falde, ottenne il passaggio dal campione, che gli assicurò che sarebbe stato all’ora giusta a Montelungo, considerato che egli stesso doveva essere a Parma da lì a poco. Son Antonio Pinelli valutò la promessa come una battuta e accettò comunque di salire sulla rombante auto scoperta. Si racconta poi che all’apertura del passaggio a livello egli si ritrovò subito a Montelungo, ma il suo capello era rimasto su per i tornanti che portano al paese ed egli per molto tempo ebbe a risentire paura ed emozione , considerando l’unico “balzo a volo” (così egli diceva) che l’aveva trasportato da Pontremoli a Montelungo! E aveva pure perso il cappello!
Graziella Nadotti, il Corriere Apuano