PIETRO SETTIMIO PASQUALI – NOTE BIOGRAFICHE

La targa fatta apporre sulla facciata della casa natia dal Comune di Pontremoli
La casa in cui abitava la famiglia Pasquali alla SS. Annunziata

Pier Settimio Pasquali è nato a Pontremoli il 4 dicembre 1910 nella casa Campolonghi, di fronte alla chiesetta di San Lazzaro. I nonni paterni risiedevano a Torrano, la madre apparteneva alla famiglia Campolonghi, il nonno materno, Settimio, era il fratello del padre di Luigi Campolonghi, uomo di cultura, noto antifascista costretto all’esilio e giornalista.

Ha frequentato il Ginnasio a La Spezia e il Liceo a Firenze. Si è iscritto all’Università Cattolica di Milano dove si è laureato il 27 luglio 1933, diplomandosi poi con il massimo dei voti in Filologia Romanza con la tesi: I nomi di luogo del comune di Filattiera.

Nel 1936 vince una borsa si studio per la prestigiosa Sorbona in Francia.

Rientra in Italia nel 1937 e inizia ad insegnare alle suole medie di Cagliari essendo risultato vincitore del concorso governativo di lingua e letteratura francese. Nel 1938/39 diviene docente universitario delle stesse materie presso la Facoltà di Magistero e di Glottologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Cagliari.

E’ morto il 21 novembre 1940, lasciando due bambini in tenera età. E’ sepolto nel cimitero di Pontremoli,

Nonostante sia venuto a mancare giovanissimo, non ancora trentenne, ha lasciato una forte impronta nell’ambito della cultura italiana. Ha partecipato a numerosi Congressi scientifici nazionali ed internazionali, è stato membro della Commissione internazionale per gli atlantici demologici di Nimega. E’ stato membro della R. Deputazione di Storia Patria per la Liguria, sezione di La Spezia. Ha collaborato assiduamente alle riviste Lares e Aevum.

Era già tenuto in particolare considerazione dagli studiosi lunigianesi E. Schiaffini, U. Mazzini, M. Giuliani, U. Formentini.

Numerosi gli scritti lasciatici da Pier Settimio Pasquali.  In particolari ci sono care le note che ebbe modo di redigere nel 1929 in occasione di un suo soggiorno nella casa dei nonni paterni a Torrano e che in seguito ha dato alle stampe con il titolo di Tradizioni Popolari di Torrano Val di Magra.

E’ un elenco di modalità con le quali i torranesi curavano in quegli anni i malanni, non essendo previsto il ricorso a cure mediche. I metodi, che trovate più dettagliati negli Aspetti del paese di Torrano alla voce Torrano, La medicina popolare, sono sempre in bilico tra tradizione, magia, superstizione, religione.