Nasce nella casa Campolonghi, collocata di fronte alla storica chiesetta di San Lazzarodi Pontremoli nel 1910, da Lino e da Elisabetta Campolonghi. Il nonno materno, Settimio, era fratello del padre di Luigi Campolonghi , personaggio sempre ricordato della cultura lunigianese, personalità politica di azione e giornalista. Si laurea nel 1934 all’Università Cattolica di Milano, allievo prediletto di Luigi Sorrento: per il suo appassionato interesse verso gli studi glottologici ottiene, l’anno successivo, il diploma di perfezionamento in filologia romanza. Subito dopo vince una borsa di studio per l’approfondimento della lingua e letteratura francese, da effettuarsi oltr’alpe, cosicché nel 1937 può presentarsi al concorso per l’insegnamento del francese nelle scuole medie: concorso che vince classificandosi primo assoluto. E proprio in quello stesso anno raggiunge l’abilitazione per l’insegnamento dell’italiano e della storia negli Istituti Magistrali. Di lì a poco, tuttavia, gli viene affidato l’insegnamento universitario come incaricato di lingua e letteratura francese presso la Facoltà di Magistero di Cagliari e, nel ’38-’39, presso la Facoltà di Lettere dello stesso ateneo inizia ad insegnare glottologia.
L’intensa attività di quegli anni come docente non gli impedisce di dedicarsi con altrettanta passione e con risultati altrettanto apprezzabili alla ricerca nelle materie nelle quali è già considerato profondo specialista. Fa parte di diversi sodalizi ed organizzazioni culturali e non solo nazionali : il suo inserimento nella Deputazione di Storia Patria della Lombardia e della Liguria non risulterà una distinzione puramente formale; altrettanto vale per Pietro Settimio Pasquali socio della Societè de Linguistique di Parigi, della Gipsy Lore Society di Liverpool e, ancora, membro della Commissione Internazionale per gli Atlanti folclorici. Tanto per citare gli enti più eccelsi, ma non va dimenticato l’incarico ricevuto di rappresentare ufficialmente l’Università Cattolica al primo “Congrès International de Toponymie et d’Antroponymie” a Parigi. Appunto agli studi linguistici dedica la più amorevole cura anche nella sua qualità di corrispondente della “Rivista italiana di Letteratura Dialettale” di corrispondente di Milano; in pari tempo collabora attivamente anche con alcune case editrici, soprattutto la Lares. Non è da meno la sua attenzione verso la toponomastica: ne fa fede la sua pubblicazione più nota su questo tema, I nomi di luogo del Comune di Filattiera, con prefazione di Luigi Sorrento e stampa a cura della stessa Università Cattolica di Milano. A questo lavoro doveva seguirne altro sullo stesso motivo, per i comuni di Villafranca e Mulazzo. Appassionato anche di storia locale e di folclore, collabora – ma in misura meno costante – alla “Giovane Montagna” di Parma; partecipa nel 1940 all’almanacco pontremolese “Il Campanone” con un articolo molto prezioso, di rara erudizione.
A partire dal 1930 – è appena ventenne – si trova in corrispondenza epistolare con i maggiori e più qualificati personaggi, non solo italiani, dei campi di studio che egli si trova a prediligere: E. Bodrero e P. Toschi, rispettivamente direttore e vice-direttore della rivista “Lares”; C. Merlo, docente di glottologia e direttore de “L’Italia dialettale” di Pisa; C. Battisti, G. Bertoni, G. Vidossi. Gli scrive padre Agostino Gemelli.
E’ già tenuto in particolare considerazione dagli studiosi lunigianesi E. Schiaffini, U. Mazzini, M. Giuliani. U. Formentini.
Senza ombra di dubbio Pietro Settimio Pasquali è da inserire tra i lunigianesi – del suo tempo – dotati di grande cultura, tenendo presente anche della sua ancora giovane età.
Se ne va prematuramente nel novembre 1940; di lì a pochi giorni avrebbe compiuto trent’anni.
Nicola Michelotti – Studi Lunigianesi, Voll. XVI – XVII – XVIII – Associazione Manfredo Giuliani – Villafranca