Si può mancar d’una visita ai casali di Versola e Toplecca, fatti sullo stampo di Previdè e Groppodalosio, ma non si deve mancare di salire a Pracchiola, che par guardare Valdantena, da 700 metri di altitudine, dove i faggi succedono ai castagni e donde in breve cammino si può vedere uscir la Magra dalle fasce del giogo dell’Appennin ruvido e torbo.
“ se v’ha tra i monti un sol paese dall’aspetto squallido e sudicio, questo è certamente Pracchiola. Infossato su per angusto ed inclinato vallone, sotto povero cielo, pare dalla natura essere posto in un carcere e disgiunto da ogni umano consorzio; non v’ha una striscia di piano, ove ci si possa muovere a bell’aggio; l’esterno delle case pare per lunga incuria annerito, e i continui, quasi tenebrosi archivolti, per cui passano i viottoli, contribuiscono ad accrescerne lo squallore e talvolta vi regna una immondezza, che, passeggiando nel paese, si affonda a mezza gamba nel letame”. Così dice l’Orofilo nel suo viaggio pedestre da Genova a Firenze per le vette degli Appennini. No, non sono del suo avviso e sono spiacente, che l’Orofilo non possa tornare quassù per convincersi d’aver esagerato. Come il diavolo, che si vuole abbia costruito il bel ponte sul Magra sotto Pracchiola, non è mai brutto tanto quanto si dipinge, così questo paese, nel quale s’entra coll’aiuto del diavolo che fece il ponte, non appare così sudicio e prigioniero quanto fu stampato.
Ben si comprende, che Pracchiola è paese montano, mancante di pubblici spazzini, ma ognuno ora scopa e lava nel tratto di via prospicente la propria abitazione, e ora l’acqua zampilla in diversi punti, chiara, dolce e fresca, anzi fredda fino a 6 gradi. Il piazzale della chiesa dedicata a S. Maria Assunta, è stato con gusto ora sistemato e qualche nuova casa è sorta accanto alle vecchie già imbiancate. Pracchiola, posta sul terreno boschivo, forse un tratto di morena glaciale, quasi al vertice dell’angolo compreso a destra dalla Magra ed a sinistra del rio Canalo, sempre ricco d’acqua, ha morbidi prati ondulati, all’ombra dei castagni e tutto il paese guarda, senza sforzo alcuno, il bell’azzurro del cielo che par bucato da due monti ad ago, uno il Castello dei Sarasin e l’altro il Castlar.
Pracchiola è paese antico quant’è antica la mulattiera che l’attraversa e passa il valico del Cirone per menare in Lombardia, come dicono i valligiani della Magra, quando vanno nel Parmense. Vi sono qua e là , nei tenebrosi archivolti per cui passano le vie, varie grosse pietre con iscrizioni, date e segni corrosi, ma che paiono manifestare vivo desiderio di narrar storie d’abitatori della vallata ora scomparsi, di tempo lontani quando la Macra aveva altro nome.