
Se la coltre di mistero che ancora le avvolge resta in buona parte impenetrabile, gli studi che si sono susseguiti sulle Statue stele lunigianesi nel corso dell’ultimo secolo hanno contribuito a costruire storie credibili sul significato di questi idoli di pietra preistorici e sull ‘evoluzione di un fenomeno durato almeno tre millenni. Un periodo molto lungo, a noi in gran parte ignoto, ma dal quale emergono queste pietre scolpite, prima rozzamente, poi con tecniche sempre più raffinate.
Se all ‘ inizio le sculture dei Liguri Apuani sono poco più che figure sbozzate su pietre raccolte nel greto del fiume o nei terreni alluvionali, con il passare dei secoli il loro profilo e gli oggetti che vengono raffigurati si avvicinano sempre più ad una rappresentazione realistica. Ciò accade in particolare per le ultime Statue stele realizzate, quelle datate al primo millennio a.C., pochi secoli o decenni prima della conquista della Lunigiana da parte dei Romani. Raccolte per convenzione nel terzo dei tre gruppi tipologici, quello che raggruppa le più evolute stilisticamente, mantengono poco delle caratteristiche originarie della stele per raggiungere il rango di statua vera e propria, dove la scultura non è più su uno solo dei quattro prospetti bensì a tutto tondo. I tratti principali della figura umana vengono evidenziati, quasi esaltati: è il caso della testa e del volto, delle spalle e delle braccia, queste ultime realisticamente piegate all’altezza del gomito con le mani che impugnano le armi. Stretta in vita è poi la cintura, alla quale viene appeso il pugnale e utile anche per sostenere il perizoma. Insomma da raffigurazioni simboliche a rappresentazioni realistiche di guerrieri, difensori di un popolo scomparso.
Tratto da Il Corriere Apuano