Vittorio Emanuele III di Savoia, figlio di Umberto I° di Savoia e di Margherita di Savoia, nacque a Napoli l’11 novembre 1869 e morì ad Alessandria d’Egitto il 28 dicembre 1947. Fu Re d’Italia dal 1900 al 1946, Imperatore d’Etiopia dal 1936 al 1943 e Re d’Albania dal 1939 al 1943. Il suo nome completo era Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro.
Fu cultore di numerose discipline ma fu specialmente appassionato di studi storici, esperto di paleografia e diplomatica. E’ ricordato come collezionista di monete, fu autore di una monumentale opera in 20 volumi, il Corpus Nummorum Italicorum, dove sono classificate e descritte le monete e le zecche italiane. Lascerà l’opera incompiuta. Tuttavia, grazie a questa passione è ricordato anche come il Re Numismatico.
Mondiale e Fascismo) che segnano ampiamente la produzione di monete. Le monete precedenti alla Grande Guerra come modulo e peso si rifanno a quelle dei precedenti regnanti. Tuttavia, viene rapidamente abbandonata la monotonia stilistica che ha caratterizzato le monete di Vittorio Emanuele II° e Umberto I° e che si può individuare solo nei tagli minori di inizio secolo. Prevale l’argento e gli stili si fanno subito molto eleganti e risentono degli influssi dell’Art Nouveau. Una seconda fase monetaria si può individuare nell’immediato secondo dopoguerra in cui i moduli vengono ridotti e in pratica spariscono i metalli preziosi nelle monete di maggior uso quotidiano. Alcune monete sono disegnate prendendo a riferimento antiche monete italiane. Man mano che il fascismo e l’Autarchia prendono piede in Italia, la monetazione si fa sempre più austera e abbonda di riferimenti al Regime; viene introdotto per la prima volta l’Acmonital nella produzione di monete. (fonte: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/, consultato in data 12.5.2020)
C.5
Aquila ad ala spiegata su fascio littorio orizzontale. In basso lo stemma sabaudo, a sinistra il millesimo, a destra l’anno dell’Era Fascista. In bronzital
C.5
Spiga di grano con foglia a sinistra.Materiale: bronzo
C.10
Ape su fiore, rame
C.10
Stemma sabaudo con corona reale sovrapposto ad un fascio.A destra una foglia di quercia, a sinistra una spiga di grano. In bronzital
C.20
Figura allegorica rappresentante la libertà drappeggiata che tiene in mano una fiaccola. In basso scudo sabaudo con corona reale e fregi. In Nichel
Busto di donna che tiene in mano una spiga di grano
c20
Esagono circondato da una corona di alloro. A causa della penuria di nichelio dovuta agli eventi bellici, nel 1918/1919 fu coniata riutilizzando i vecchi nichelini di Re Umberto.
Scudo sabaudo coronato tra rami di alloro e quercia
c.50
Figura allegorica che regge una fiaccola su carro trainato da quattro leoni, in alto orizzontalmente AEQUITAS. In Nichel
c.50
Vista laterale di un’aquila con le ali spiegate che ghermisce un fascio, in basso stemma sabaudo. In acmonital
L. 1
Stemma sabaudo con corona reale. Lungo il bordo corona di alloro. in Nichel
Figura allegorica simboleggiante l’Italia seduta su un piedistallo e volta verso sinistra che regge con la destra un ramoscello di ulivo e con la sinistra una Vittoria alata.
L. 1
Figura allegorica dell’Italia con scudo, elmo e ramo di quercia posta su di un carro trainato da 4 cavalli. Il carro è adornato da nodi savoia.
L. 1
Aquila con ali spiegate e fascio sullo sfondo. In basso stemma sabaudo. In acmonital.
L. 1
La moneta riporta l’aquila araldica coronata con scudo sabaudo sul petto ed è stata coniata a Roma. Argento 835/1000
L. 2
La moneta è detta “quadriga briosa” poichè riporta sul recto l’effigie dell’allegoria dell’Italia al comando di un carro trainato da quattro cavalli al galoppo. Argento 965/1000
Testa del re con elmetto
L. 2
Aquila con le ali spiegate e fascio tra gli artigli, intorno corolla di alloro e la scritta ITALIA. In basso lo stemma sabaudo. Materiale in acmonital.
L. 5
Aquila ad ali leggermente spiegate che ghermisce un fascio orizzontale.
L. 20
Particolare di un fascio littorio con parte della scure sormontata da testa leonina. Sulla scure il motto: meglio vivere un giorno da leoni che cento anni da pecora. In argento. Coniata in occasione del decennale della vittoria nella Grande Guerra