
Nel 1983 Dario Manfredi ha scritto un interessante saggio dal titolo “La chiesa di San Giovanni Battista ed i culti preromani nei ‘luci’”, nel quale accomuna lo studio approfondito della chiesa di San Giovanni Battista, a Rossano, alla formulazione di una ipotesi ragionata sulla presenza nelle vicinanze di luci, boschi sacri ai nostri antenati preistorici.
Rossano non indica un gruppo di case definito bensì un insieme di borghi (Piagna, Chiesa, Chioso, Valle, Montelema, Paretola, Castoglio, Bosco, Panigà), secondo uno schema collaudato anche in altre realtà (una su tutte la vicina Zeri) e che trae origine dai Liguri-Apuani (Vici e Pagus), fatto proprio anche dai Romani.
Controversa la data di costruzione della chiesa; le prime notizie ufficiali risalgono al 1470 quando la chiesa compare nell’estimo della diocesi lunense. Una lapide[1], collocata all’interno della chiesa, riprende la datazione formulata da Bernardino Campi e indica invece addirittura nell’anno 492 l’origine della costruzione. Questa indicazione suscita più di qualche perplessità, anche se una leggenda paesana avvalorerebbe tale ipotesi poiché racconta che la costruzione sia avvenuta sulle rovine di un antichissimo tempio pagano. Tuttavia alcuni elementi architettonici e la presenza di un fonte battesimale fanno ritenere plausibile l’esistenza della chiesa almeno attorno al XII secolo.
La chiesa che si trova in posizione isolata, sulla strada che da Montelama porta a Valle, è ad una navata con abside, ed è lunga poco più di 17 metri e realizzata in pietra faccia a vista; l’orientamento è, contrariamente alla consuetudine, verso occidente, a conferma probabilmente di un rifacimento totale a seguito di una frana o di uno dei molti terremoti che nel tempo hanno devastato zone della Lunigiana settentrionale.
Il campanile è crollato molto tempo fa ed al suo posto è stato un supporto con bifora per alloggiare le due campane: la prima reca in bassorilievo la scritta S. Terenziano Vescovo e la data del 1686, l’altra reca la data del 1796. La popolazione conserva notizia di una terza campana, probabilmente trasferita alla chiesa di San Medardo in occasione del crollo del campanile.
Sul sagrato giace l’antico fonte battesimale. All’interno sono presenti le statue lignee policrome di S. Giovanni Battista, S. Terenziano e della Madonna del Carmine, una più piccola raffigura Il Bambino Gesù.
In altra frazione di Rossano (Chiesa) esiste altra chiesa intitolata a San Medardo, oggi chiesa madre.
E’ assai probabile anche se non certo che per diverso tempo le due chiese abbiano avuto pari dignità, seppure divise l’una dall’appartenenza alla diocesi di Luni e l’altra alla diocesi di Brugnato. L’accorpamento della chiesa di San Giovanni Battista alla diocesi lunense deve aver comportato un declassamento mal digerito dalle popolazioni interessate (Chioso, Montelama e Valle) tanto che nei secoli XVII e XVIII si registrano aspri contrasti tra le popolazioni di Chiesa e quelle di Chioso-Montelama in occasione delle processioni nelle quali veniva portata la statua della Madonna del Rosario dalla chiesa di San Medardo alla località Vricchiola.
Queste dispute tra parrocchie diverse, che non riguardano proprietà del suolo o sfruttamento dei prodotti, potrebbero però rivelare forse un’altra verità.
Vricchiola potrebbe essere stata sede di un lucus, un bosco sacro, nel quale in epoche remote potrebbero essersi sviluppate primitive forme di religiosità, da ricondurre ai culti delle espressioni della natura quali il fuoco, le pietre, l’acqua e la terra, riassumibili nel culto della Grande Madre.
Gli abitanti dei vici di Chioso, Montelama e Valle potrebbero aver frequentato il sito per tanti secoli, sino a farne sentire i discendenti come unici titolati a frequentarne le pendici anche quando i riti arcaici erano stati sostituiti dal culto mariano.
Un esempio vicino è rappresentato dal Monte Burello, considerata da attenti studiosi vetta sacra ai Liguri-Apuani e pure fatta oggetto di sovrapposizioni cristiane con processioni oranti delle quali si conserva ancora memoria.
Testo della lapide: D.O.M. – TEMPLUM HOC AD MAIOREM DEI GLORIAM NEC NON DIVINI PRAECURSORIS HONOREM –PIETAS – MAGNIFICAE COMUNITATIS PONTREMULI A FUNDAMENTIS EREXIT – A. DNI CDXCII – AUCTO POPULO HUIUS VALLIS ROSSANI DEMO AMPLIATUM ET RESTAURATUM FUIT – ANNO D.NI MDCLXXXVI