

Nessuno sa quanto sia antico, ma per secoli l’oratorio di San Cristoforo ha “sorvegliato” il guado del torrente Gordana, quello lungo l’antichissimo itinerario sulla sponda destra del Magra che univa le pievi di Vignola, Urceola-Saliceto e Vico di Castevoli.
L’oratorio viene citato per la prima volta in un documento del 1376, ma è certo ben precedente. Lo testimoniano – tra l’altro – le due campane ancora issate sul campanile a a vela ricostruito negli anni Cinquanta del Novecento e che recano la data del 1303, prova che l’edificio esisteva già molto prima. Quanto non è dato sapere, ma le origini remote dell’oratorio sono sottolineate anche dall’intitolazione “popolare” a San Cristoforo – da cui il nome dell’abitato circostante – e dalla collocazione sull’antico percorso a ridosso del guado del torrente. Una intitolazione particolare quella al Santo a cui in realtà non è legato alcun culto nè alcuna festività.
la strada che saliva dal fiume arrivava alla sommità del colle proprio nei pressi della chiesetta che un tempo doveva essere orientata con l’abside a levante, sfiorata dalla mulattiera. Sul portale di arenaria si legge ancora la data 1562, anno di una delle numerose ristrutturazioni, forse addirittura quello della ricostruzione quando la chiesetta ha subito una profonda modifica anche con il riorientamento dell’edificio e la ricostruzione della facciata se non di gran parte delle murature. Un edificio di grande importanza dunque, che tuttavia proprio per la sua collocazione oggi è a forte rischio: l’erosione del fianco della collina che precipita nel torrente e il movimento franoso che lo interessa da tempo rischiano di comprometterne la stabilità come sembrano testimoniare i molti segni di pericolo visibili sulle murature.
Articolo tratto dal Corriere Apuano


