SAN TERENZIANO, “I DOLORI E LA FEBBRE”

L’Oratorio di San Terenziano a Mignegno

Il culto di San Terenziano ha i suoi centri principali in Mignegno di Pontremoli e Pieve di Bagnone, mentre per il culto di Bagnone non ci è stato possibile attingere a documenti storici, per quello di Mignegno è documentata la sua origine nel XVI secolo.

L’origine del culto e la fondazione dell’oratorio-santuario è da mettersi in relazione con la singolare fortuna che ebbe in Pontremoli, nel 1514, il francescano frate Tommaso da Osimo che, diretto in Lombardia, soggiornò alcuni giorni in città, tenendovi alcune prediche. Bernardino Campi scrive: ” Proseguendo il suo viaggio, fu dal popolo processionalmente accompagnato per un buon miglio sino ai piè dell’Appennino, ed ivi, dopo un breve e divoto discorso, gli diede la sua benedizione. In tal luogo vi fu poi edificato un oratorio in onore di san Terenziano, vescovo martire, e dipinta in esso l’immagine del detto religioso l’anno 1536. Quest’oratorio (….) è stato restaurato ed arricchito di molte reliquie da un divoto benefattore, fabbricandovi appresso un comodo eremitorio.”

La tradizione cattolica, relativa alla vita del santo, giustifica in questo caso la sua assunzione locale e protettore “dei dolori”; vescovo di Todi, Terenziano fu martire sotto Adriano nel II secolo, una diffusa “passio medioevale” lo vuole morto dopo atroci torture, tra cui la scarnificazione.

Proprio per le sue sofferenze san Terenziano, nella religiosità popolare, è avvertito come valido intercessore per la guarigione da ogni forma di dolore fisico; nel caso del culto di Mignegno la tradizione popolare conserva memoria di un evento che ha certamente contribuito ad alimentare la fiducia nel potere sovrannaturale dell’immagine ivi venerata.

Si racconta infatti che l’oratorio subì una totale distruzione da cui si salvò miracolosamente la statua del santo, da allora oggetto di una particolare devozione.

A san Terenziano di Mignegno, meta di notevole folla di pellegrini, in occasione della festività del primo settembre, viene impartita la benedizione ad oggetti-ricordi (santini, portachiavi ecc) che i fedeli acquistano nella chiesa; mentre nel castagneto circostante viene effettuata per l’occasione una modesta fiera.

Tratto da Il pellegrinaggio in Lunigiana nella storia e nella tradizione di R. Boggi