
La devozione verso questa santa è diffusissima a Roma fin dal VI secolo; la tradizione cattolica non fornisce dati biografici precisi, mentre numerose tradizioni popolari la vogliono figlia di san Pietro.
Non è quindi possibile stabilire alcun legame tra la vita della santa ed il potere riconosciutole dalla tradizione lunigianese che la vuole protettrice delle malattie respiratorie dei bambini e della “tosse” in particolare.
Anche se la devozione popolare per santa Petronilla è ormai ristretta alle zone limitrofe del pontremolese, un tempo essa richiamava pellegrini da tutta la vallata che portavano nella chiesa della Pieve di Saliceto bambini ammalati, affinchè fosse loro impartita la benedizione di “santa Petronilla”.
Per l’occasione i fedeli prelevavano un poco di acqua benedetta, che veniva conservata nelle case, a protezione dei bambini. Questa tradizione è ancora viva presso gli abitanti del luogo.
L’aspetto commerciale delle festività è quasi del tutto irrilevante, decaduto già nel passato in rapporto con la fortuna del vicinissimo culto della SS. Annunziata, che divenne, a partire dal XV secolo, importante centro di numerose fiere, in occasione delle principali feste mariane.
Tratto dal volume: Il pellegrinaggio in Lunigiana nella storia e nella tradizione, di R. Boggi