SANTA ZITA

L’interno del tempietto votivo
La facciata del tempietto votivo

L’anno di nascita di Zita è incerto ( sembra comunque doversi scegliere tra il 1210 e il 1218). Incerto anche il luogo di nascita, se lo contendono Monsegrati, nei pressi di Lucca, e Succisa di Pontremoli, da cui provenivano forse i genitori ( e questa sembra la soluzione adottata per accontentare tutti) che comunque furono poverissimi contadini.

A 12 anni Zita andò a servizio ( oggi sarebbe una collaboratrice domestica, allora era semplicemente e crudamente serva) in casa del nobile lucchese Pagano Fatinelli.

Si considerava a servizio di Dio più che degli uomini e lavorava di conseguenza. Ma proprio questa sua fedeltà al lavoro e a Dio le attirò spesso la malevolenza e i maltrattamenti dei conservi, oltre che la severità ingiustificata dei padroni. Con l’amore, il rispetto e il perdono finì per guadagnarsi la stima degli uni e degli altri fino ad essere posta a sovrintendente alla casa e alla servitù.

Il corpo di Santa Zita conservato nella chiesa di San Frediano a Lucca

Morì nella casa che aveva servito per tutta la vita, il 27 aprile 1278. Il corpo incorrotto è venerato nella stupenda basilica romanica di San Frediano a Lucca, nella cappella dei suoi padroni Fatinelli; alle pareti tele del Tintore che ne illustrano i miracoli, tra i quali quello più noto della santa sorpresa con i pani, sottratti alla dispensa e destinati ai poveri, che le suo grembiule si trasformano in fiori.

Primo piano del corpo di Santa Zita

Pio XI l’ha proclamata patrona delle collaboratrici domestiche. Lucca, di cui è protettrice da sempre per scelta popolare, si identifica con il suo nome, come ricordano tanti poeti tra i quali Dante ( “….un degli anziani di Santa Zita”) e Carducci (“…del Comun di Santa Zita).

A succisa un tempietto votivo è stato innalzato sul luogo dell’abitazione dei suoi genitori. A lei si isperarono sempre i lucchesi, prime tra tutte Elena Guerra e Gemma Galgani elevate nel nostro secolo agli onori degli altari.

Scritto tratto dal Corriere Apuano

La targa apposta sulla facciata del tempietto
L’esterno della cupola del tempietto, visibile anche dall’autostrada che corre a pochi metri di distanza alle spalle del tempietto