
Una serie di fatti, circostanze e concomitanze strane o quantomeno anomale, ci ha spinti ad approfondire la ricerca su una parte della storia che ci appare leggendaria e misteriosa con risvolti affascinanti tipici del vero thriller d’epoca.
Intendiamo scandagliare la vicenda dell ‘antico popolo Apuano che appare spinosa ed intricata, tanto da aver prodotto incertezza anche in quegli autori e storici d’ogni tempo che hanno profuso fiumi d’inchiostro nel tentativo di ricercare la verità vera su genti che parrebbero essere state inghiottite da una sorta di buco nero della storia.
Gli Apuani furono deportati tutti nel Sannio (ed erano circa 50.000!) e sostituiti sul territorio da fedeli coloni romani o romanizzati. Però ci domandiamo oggi (viste le tracce flebili, ma numerose, di una loro ulteriore presenza, che si riscontrano qua e là periodicamente): furono deportati e debellati proprio tutti? O non rimase invece qualche sparuto, ma agguerritissimo gruppo che seppe sopravvivere anche culturalmente alla romanizzazione ?
E se furono deportati tutti e si sgomberarono dalla loro infida, ostile e pericolosa persistenza valli monti e strade, perché i Romani continuarono nei 130 anni successivi ad evitare di passare (anche con eserciti potenti ed agguerriti) nei territori che furono degli Apuani?
Furono soltanto le asperità orografiche incontrate nei luoghi apuani, o vi fu permanenza di forze bellicamente avverse ai Romani per un ulteriore secolo rispetto a quanto riportano gli storici?
Naturalmente tale domanda non può prescindere dal fatto che i Romani furono comunque distratti rispetto al problema della viabilità apuana, anche e soprattutto a causa delle altre guerre incombenti, nelle quali essi erano impegnati.
Tuttavia i nostri dubbi restano, quindi, per dar loro risposta, quali tracce, quali indizi, quali prove potremo reperire maggiori di quelle che furono già descritte in libri e libri nel corso del tempo ? Quali documenti potremo consultare, vista la penuria di reperti archeologici attinenti alI ‘argomento ?
La nostra idea è quella di provare a ricominciare daccapo rivolgendoci, per quanto possibile ai reperti originali, attribuendo particolare attenzione innanzitutto alla cartografia ed alla toponomastica, poi ai fonemi delle parlate locali, infine cercando con certosina pazienza ed indagando con attenzione investigativa.
Porremmo particolare attenzione al fatto che la zona circostante alla attuale località di Montignoso fu nell ‘antichità un importante nodo strategico militare per tutti gli eserciti che vi transitarono nel tempo e cercheremo di dare alla nostra ricerca un taglio per così dire geopolitico, osservando la questione da una angolazione strategico/militare.
Proveremo a trasformarci non in archeologi consumati ed esperti, ma piuttosto in Shelock Holmes, mettendo sotto “lente di ingrandimento” o addirittura sotto “microscopio ” tutte le incongruenze riscontrate ed applicando infine il sistema del ragionamento deduttivo, constatando comunque che la mancanza di reperti archeologici romani in talune specifiche zone è già di per se stessa prova provata che la romanizzazione dei luoghi, se vi fu e quando vi fu, non fu certamente cosa facile.
Mai come in questo caso potremmo dire con linguaggio idiomatico romano moderno che l’avventura apuana, per i Romani del preimpero non fu proprio ‘na passeggiata de salute.
Dalla Premessa al volume