
Pur avendo ricoperto nei secoli un ruolo di notevole importanza, la Pieve di Urceola ha sempre avvolto in uno spesso velo di mistero le proprie origini e le diverse fasi dello sviluppo. Collocata alla periferia sul del territorio pontremolese e oggi nota come Pieve di Saliceto, la chiesa potrebbe iniziare a svelare alcuni particolari della propria storia; nei giorni scorsi infatti, a seguito di alcuni lavori eseguiti nelle cappelle che chiudono le due navate laterali, sono venuti alla luce importanti reperti che, a prima vista, potrebbero appartenere a uno degli edifici più antichi della pieve, se non addirittura a quello originario. Sotto il pavimento di entrambe le cappelle, sono stati ritrovati i perimetri semicircolari di due absidi, entrambi costituiti da pietre di fiume appena sbozzate su quello che aera il lato esterno. Si potrebbe iniziare a fare luce con dati scientifici sulla storia di una pieve quanto mai avara di informazioni e sulla quale fino ad oggi non si sono potute fare che poche supposizioni, nonostante sia stata oggetto di indagine da parte di storici quali Giovanni Sforza e Manfredo Giuliani o studiosi come don Emilio Cavalieri che qui fu parroco sino al 1951.
Quello che si ipotizza è che l’antica Pieve sia stata fondata tra l’VIII e il X secolo; il primo documento dove si trova citata è un edito dell’imperatore Ottone che risale al 981 e dal quale si intuisce che in quell’epoca Urceola era già un centro importante. Altri documenti indicano che tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo la pieve sia ribattezzata “di Saliceto”, località nella quale venne costruito il ponte che tanta importanza ebbe poi nello sviluppo del territorio.
Da Il Corriere Apuano