SPIGOLATURE


  • 261: Volendo poi i germani passare l’Appennino per entrare nella Toscana, e sforzandosi gli Apuani di impedirgli il passo, restarono questi rotti, e posti in fuga, ed Apua incendiata e distrutta. Per tale desolazione mesti ed afflitti gli Apuani, lasciata nelle sue ceneri la loro metropoli, si ritirò la maggior parte di essi ad abitare  nei borghi e ville del loro territorio, e, per ivi vivere più sicuri, edificarono in posti eminenti e forti molte torri e castelli, le vestigia dei quali ancora al presente si veggono: cioè nelle ville  di Gravagna, Montelungo, e nella Valle d’Antena, del monte di Saliceto, o S. Genesio, e d’Arzelato, come pure i castelli della Rocchetta, e della valle di Dobbiana, tre nelle valli di Rossano di Zeri, quelli di Chiusola, già giurisdizione di Pontremoli, in Cravia ed in Apua medesima; il dominio dei quali fu preso, ed occupato dai più ricchi e potenti cittadini, che come signori e padroni ivi dominavano, facevano ragione, costituivano feudi, e quasi con dispotica autorità comandavano”. (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)

  • 1523: passarono le truppe spagnole e giunsero a Pontremoli. I soldati furono distribuiti nelle ville di Montelungo, della Valle d’Antena, di Cargalla e altri paesi. Vi rimasero per 4 giorni. ( tratto da Armando Chiodi – Cargalla, la sua storia, la sua università e la sua gente)

  • 1523: Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli, ricorda che nel marzo del 1523 arrivarono nel pontremolese quattromila fanti spagnoli: ” Giungono i detti spagnuoli, i quali furono distribuiti nelle ville di Montelungo, della valle d’Antena, di Cargalla, di Soccisa, Traverde, Vignola, Mignegno, Arzengio, Ceretoli, Dobbiana, Pieve di Saliceto, teglia, Oppilo ed Annunziata.; gli uffiziali, con i loro servitori, ebbero l’alloggio in Pontremoli. Si fermarono quivi per quattro giorni con grande incomodo e danno della comunità.; e poi si incamminarono alla Spezia.“

  • 1526: “Giunse in Pontremoli, a dì 24 di febbraio, un colonnello spagnolo per nome Aldano, conducendo seco da Napoli tremila soldati, i quali presero quartiere quivi e ne’ stati dei marchesi  di Lunigiana per lo spazio di otto giorni.  Quelli che si fermarono nella giurisdizione di Pontremoli, ebbero l’alloggio nelle ville di Canale, Ponticello, Cravio, Scorcetoli e Montelungo.”  (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)

  • 1579: “giunsero a Pontremoli a dì 2 di novembre, sotto la condotta del barone N., quattromila tedeschi, i quali alloggiarono per sette giorni, con gravissimo danno e spese degli ospiti, ne’ borghi di Terrarossa e dell’Annunziata, e nelle ville di Mignegno, della Pieve, della Costa, e di Scorcetolo……..Partiti quelli di quivi, a dì 10 e 11 del detto mese, venne il conte Girolamo di Lodron con altri quattromila tedeschi;  egli alloggiò in Pontremoli all’osteria, e questi nel borgo dell’Annunziata e nelle ville di Ponticello, Scorcetolo, Canale, Montelungo, Mignegno, Arzegno, Ceretolo e Pieve di Saliceto, stante le continue piogge  e la tardanza delle loro paghe, sino alli 14 di dicembre , e parte sino alli 2 gennaio venturo, facendo varie estorsioni del continuo e alli pontremolesi, e alli rurali, in casa de’ quali abitavano……Tali alloggi furono di danno a questa comunità più di duemila scudi, sebbene alcuni particolari vi fecero nelle vettovaglie più di cento scudi di guadagno. “ (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)

  • 1866: nell’encomiabile tentativo – mai esperito prima – di debellare l’analfabetismo dei borghi rurali il Comune istituisce in paese una scuola facoltativa affidandone l’insegnamento a don Vitale Battaglia. Occorreranno però cento anni perché la battaglia contro l’ignoranza possa dirsi vinta. (Fonte: Mino Tassi, Il Maestro Pioli)

  • agosto 1905: “Grande andirivieni di carrozze e di automobili lungo la strada napoleonica che porta a Montelungo, l’estate di quest’anno frequentato come mai prima d’ora. Da Firenze, da Carrara, da La Spezia è un gran correre di gente stanca degli affari che viene a cercare un po’ di fresco e un po’ di pace nella località turistica, ricca di freschissime acque termali. Di primo ordine l’Hotel Apennino, appena rinnovato dal conduttore signor Lucii.” (La Terra) (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)

  • 19 settembre 1920: A Montelungo viene solennemente inaugurata la lapide ai caduti in guerra. (Fonte: Cronaca do un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)

  • 1 aprile 1921: Viene organizzata la linea automobilistica Pontremoli – Berceto. Le corse giornaliere sono due con partenze da Pontremoli alle 9 e alle 18 e da Berceto alle 6.30 e 15.30. La durata del percorso è di un’ora e mezzo con fermata a Mignegno, Strada del Molinello, Cargalla, Montelungo Inferiore e Superiore, La Cisa, Berceto. A Berceto si trova la coincidenza per Parma. (fonte: Cronaca di un secolo in Lunigiana di Lunigiana.net)

  • 16 luglio 1933: La Società Telefonica Tirrena, a seguito delle trattative iniziate con l’amministrazione comunale di Pontremoli fin dallo scorso anno e conclusesi con le autorizzazioni da parte dell’Azienda dei Telefoni di Stato, ha attivato l’impianto dei posti telefonici pubblici in località “Molinello” ed in frazione “Montelungo”, sede della Colonia Montana di Pontremoli e stazione climatica assai frequentata dai villeggianti delle regioni limitrofe. Il posto pubblico di Montelungo è installato nell’interno dell’Albergo “Appennino”. (FONTE: cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)

  • 13 giugno 1934: La terra trema. La scossa di carattere sussultorio è brevissima ma molto sensibile ed impressionante. Nessun danno alle persone e nessun danno agli edifici, i quali però in qualche misura ne hanno risentito. La scossa viene avvertita nei paesi a nord di Pontremoli come Succisa, Montelungo, Valdantena, Gravagna, dove è danneggiata la canonica. A Succisa un bimbo di due anni viene ferito al viso dal calcinaccio del soffitto. A Fivizzano cadono pezzi di muro di edifici già diroccati nel terremoto del 1920. Da segnalare che un giornale londinese, errando, ha riportato che Pontremoli è stata completamente distrutta. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)

  • 4.2.1950: Esiste anche Montelungo!“Egregio Sig. Direttore, La prego  voler pubblicare quanto segue: Giorni fà il Municipio di Pontremoli stanziava la somma di diversi milioni per lavori di pubbica utilità in quasi tutti i paesi del circondano, Montelungo rimaneva escluso. Ciò ha indignato profondamente questa laboriosa gente, e a ragione, perché è esclusa anche dai pross mi stanziamenti. Pazienza quando  in Municipio c’erano i rossi amministratori ai quali non poleva essere in grazia questa popolazione di sentimenti profondamente democristiani, ora però on Commissario Prefettizio, certe ingiustizie non dovrebbe farle. Forse si crede che Montelungo sia un paese di benestanti che non abbia bisogno di niente? È un paese questo, che, tolte rarissime eccezioni, se non ricevesse aiuti dai suoi emigrati, più morirebbe di fame. Miseria e disoccupazione sono la sua ricchezza. Qui, a memoria d’uomo, поп è stata fatta, da nessuna Amministrazione (bianca, nera o rossa), alcuna cosa di pubblica utilità pur essendo i bisogni tanti ed indispensabili. Citerò soltanto l’acquedotto e l’edificio scolastico, per non essere tacciato di esigente. Due classi vanno a scuola in una piccola cucina (camino, fornelli lavandino compresi) gentilmente concessa. Alcune sere fa è bruciato camion carico di fieno, proprio in mezzo al paese, mettendo in serio pericolo tutta la Villa Superiore poichè dalla pubblica fontana veniva acqua con il contagocce. Le nostre donne, poi, camminano mezz’ora per lavare il bucato in un ben ventilato canale. Che delizia d’inverno, vero, con il freddo ed il vento che soffia quassù? Anche la pazienza ha un limite, Le pare? Grazie dell’ospitalità”. Mugugna, Il Corriere Apuano, 4.2.1950

  • 30 luglio 1950: A Montelungo avviene la posa della prima pietra del nuovo campanile.(fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)

  • 8.8.1953: mette……radici il campanile di Montelungo. “Interessante è conoscere le radici di un albero di alto fusto. (…..). L’albero deve pensare al proprio sostentamento e quindi ha le radici in questa funzione, ma deve provvedersi anche nella sua stabilità contro tutte le bufere che si scateneranno nella sua lunga vita(….). Il campanile di Montelungo è frutto di questo sistema: non certo per premunirlo contro l’urto dei movimenti o la spinta che ogni campanile riceve quando vengono suonate le campane, ma per premunirlo contro gli urti tellurici: la sua base e tutta la costruzione è antisismica. E’ un groviglio di ferri grossi e piccoli di un numero infinito, ciascuno dei quali non è là per caso o per capriccio, ma per ragionato calcolo, per una funzione che forse mai verrà l’occasione di esercitare, che è prevista perchè è possibile che avvenga. E’ il primo campanile d’Italia costruito con questo sistema, e se Montelungo può vantare un primato nella zona per la villeggiatura montana, può vantare anche questo primato. Il campanile è nato per crescere alto e snello come è stato progettato e come l’hanno vagheggiato gli abitanti di Montelungo. E se l’attesa del suo inizio deve attribuirsi alla singolarità del progetto è bene che l’attesa sia stata lunga. (….). Estratto di articolo del Corriere Apuano.

  • 22 agosto 1954: Per la Festa della Montagna vengono inaugurati a Montelungo il campanile e il nuovo acquedotto (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana. net)

  • Il venerdì Santo alcuni uomini della parrocchia, avendo indossato il camice e reggendo a vicenda una croce, si incamminavano pregando lungo le antiche strade per visitare le sette chiese della vallata: Casalina, Pracchiola, Gravagna San Bartolomeo, Gravagna San Rocco, Cavezzana d’Antena, Montelungo, Cargalla e – da qui – di nuovo a Casalina. Venivano chiamati “penitenti” o “battenti” e la loro non era una camminata da poco, perché percorrevano diversi chilometri. Lungo la strada si incrociavano con penitenti di altre parrocchie che facevano il percorso inverso. ( Tratto da Testimonianze di Pasqua di Germano Cavalli)

  • 6 gennaio 1991: Viene scoperta a Montelungo una lapide commemorativa per Pietro Ceppellini (1877-1940), valente medico, fondatore della Colonia Marina e Montana. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)