Presentato ad Arpiola il nuovo e atteso libro di Riccardo Boggi

Fra Sei e Settecento, quando il territorio era dei Brignole Sale, a Groppoli un podere era noto come “dell’Angiola Nuova”, dal nome del corso d’acqua che fluisce ancora da quelle parti. E furono proprio i nobili genovesi a far dipingere di rosso quella casa che resiste lì da secoli e che oggi, con la sua gente, diventa protagonista del nuovo libro di Riccardo Boggi presentato nel pomeriggio di sabato 15 novembre ad Arpiola di fronte ad un pubblico che ha gremito i pur capienti spazi del palazzo comunale.
Dopo i saluti del sindaco di Mulazzo, Claudio Novoa, è stato il giornalista Marco Hagge, per lunghi anni tra i volti più popolari e apprezzati dei servizi culturali della Rai, ad introdurre il libro “Storie della casa rossa e di un contadino un po’ bastardo” (GD Edizioni), impreziosito dalle belle illustrazioni di Anna Kunitz.
Una presentazione, la sua, preceduta dal ricordo del primo incontro con Boggi, negli anni Ottanta: funzionario del Comune di Aulla l’uno, aveva scritto all’altro per invitarlo a raccontare la Lunigiana sulla Rai Toscana. Fu in quella occasione che Hagge arrivò ad Aulla finendo per trascorrere varie ore nel territorio con la sapiente guida di Riccardo Boggi, in quello che si trasformò in un proficuo “corso intensivo” dal quale sono nate decine di “apparizioni” televisive della Lunigiana.
“Un libro autobiografico e aristocratico – ha spiegato il giornalista fiorentino di Greve in Chianti – all’interno del quale c’è, in sintesi, tutto il territorio e i suoi misteri: la libertà, le tradizioni, la bellezza dei paesaggi, il gusto di conoscere le persone. Non certo ‘pettegolezzi’ ma anzi uno scritto di solennità in un territorio davvero solenne, dove emerge la regalità del tempo, delle tradizioni e delle trasformazioni”.
Al centro di tutto c’è la Casa Rossa, il luogo della vita e delle storie, dove le figure dei personaggi sono delineate “con un colpo di pennello da Riccardo Boggi” che lì è nato e ha vissuto e dove tutto diventa protagonista, siano persone quali venditori ambulanti, contadini o bambini oppure l’ambiente e i fiumi.
Da mezzo secolo, ormai, la “Ca’ Rossa” si affaccia sul percorso dell’autostrada: l’arrivo del cantiere nei primi anni Settanta e il tentativo di espropriare i fertili terreni della piana di Groppoli per due spiccioli sono un ricordo indelebile. E citare l’autostrada – passata ben presto da illusione a delusione per tutto il comprensorio – ha permesso ad Hagge di ricordare a tutti come non siano i percorsi veloci quelli che ci permettono di conoscere un territorio “perché dalle autostrade non si vede nulla: il viaggio non si fa correndo ma camminando, fermandosi di frequente ad aspirare i profumi del territorio e a parlare con la gente”.
E lì, alla Casa Rossa, la vita continua a scorrere da secoli, spesso lenta, a tratti turbinosa, come l’acqua di quel canale capriccioso che l’aveva tenuta a battesimo.
Racconti da prendere come “una partita a chiacchiere”
Sono più di trenta i racconti che Riccardo Boggi ha riunito nel suo nuovo libro, dedicato al nipote Nicolò, per il quale lo avrebbe voluto scrivere fin da quando questi era bambino. Sono trascorsi trentacinque anni dalla nascita di quel desiderio, ma oggi è finalmente esaudito!
“Mi ero messo in testa di raccontargli come avevamo vissuto io, la sua famiglia, la sua gente, in tempi che, crescendo, gli sarebbero stati del tutto estranei”.
Un tempo passato, caratterizzato da eventi e consuetudini quasi del tutto perdute; ma il libro non indulge alla nostalgia: “non amo la retorica del mondo bucolico – scrive l’autore – non leggerete che era bello andare al pascolo con le mucche e vivere da solo in una casa contadina isolata tra il verde”.
Un figlio di contadini arrivato all’Università, che con caparbietà è riuscito a prendere quello che viene chiamato “ascensore sociale”, sul quale oggi è sempre più difficile salire.
Ma Riccardo Boggi da quella Casa Rossa non se ne è mai andato e oggi ci regala un libro scrigno di storie da prendere come “una partita a chiacchiere” tra amici.
Paolo Bissoli, Il Corriere Apuano, 22.11.2025

