STUDI DI STORIA LUNIGIANESE

A quarant’anni dalla morte di Pietro Ferrari gli studiosi di storia lunigianese sono sempre più consapevoli di quello che abbia significato l’opera di questo umanissimo storico e i numerosi germi che essa contiene per le ricerche future.

Per questo la Sezione di Pontremoli della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi pubblica questa miscellanea di studi di storia lunigianese. Dalla scoperta della lapide di Filattiera nel 1910, agli studi sulle «caminate» della valle della Capria del 1942, il Ferrari traccia una linea di ricerca fondamentale della storia medievale dell’alta Lunigiana e dell’origine del comune di Pontremoli, che è venuta maturando nel metodo e nel giudizio grazie ad una eccezionalmente ricca esperienza scientifica ed umana.

Il criterio di scelta degli studi di questa miscellanea è dettato dall’esigenza di raccogliere in un agile volume alcuni degli studi più significativi del Ferrari sparsi in riviste e raccolte non sempre facili da reperire. Per questo motivo non compaiono saggi fondamentali, come La chiesa e il convento di S. Francesco di Pontremoli e La Lunigiana e i suoi signori, sia perché sono stati ristampati di recente, sia per ragioni d’economia di pagine. Mentre si è ritenuto di dover inserire l’importante ricerca Il «Comune» di Pontremoli e la sua espansione territoriale in Val di Vara”, che il Ferrari pubblicò nel 1937 in volume di «pochi esemplari, non destinato al pubblico, ma riservato solo agli amici e a quei pochi che conservano il culto delle vecchie memorie».

Che la presente pubblicazione sia dovuta all’iniziativa della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi non è senza significato: a Parma il Ferrari inizia la sua esperienza culturale, a Giovanni Mariotti e Giuseppe Micheli è sempre stato vicino per interessi di studio ed amicizia, della Deputazione parmense egli ha fatto parte come socio corrispondente dal 1924 e membro attivo dal ’27.

A queste pagine, che segnano il traguardo della fervida opera di Pietro Ferrari, l’augurio che continuino sempre più ad aprire nuove vie d’indagine.

Dalla Presentazione del libro