SULLE TRACCE DEI TOSCANI IN URUGUAY*

di Carolina Dibueno

Ci sono esperienze che capita di vivere all’improvviso, quasi inaspettate, nonostante spesso siano il frutto di un interesse che dura da molto tempo.

Così, seppure ormai il mondo dell’emigrazione sia diventato una dimensione ben presente nella nostra vita quotidiana e un impegno istituzionale di Enti come la Comunità Montana , venire in contatto con la realtà dei nostri conterranei in Sudamerica ed in particolare in Uruguay, è stata un’emozione forte.

Si tratta di una strada aperta grazie all’opera incessante di una studiosa cone Caterina Rapetti che, dopo la pubblicazione di impegnative e lunghe ricerche attraverso gli archivi familiari svolge un compito istituzionale quale membro della Consulta Regionale dei Toscano all’Estero.

Una strada che nel recente passato ha permesso di mettere in relazione con la Lunigiana una giovane antropologa, Carolia Dibueno Fenocchi, il cui nonno era partito molti anni fa alla volta dell’Uruguay da Grondola, piccolo paese nelle colline del pontremolese. Carolina ha portato con sé da Montevideo non solo una sintesi di quella sconfinata quanto preziosa memoria collettiva costituita dai ricordi di quanti hanno lasciato la Toscana in tempi diversi, ma soprattutto ci ha riconsegnato una realtà viva e attuale, quella dei Toscani in Uruguay, di una comunità numerosa, composta da più generazioni che hanno dato un grande contributo al loro paese di adozione. Donne e uomini per i quali l’Italia e la Toscana rappresentano ben più di un nome famoso e ammirato: significano essere parte di una regione, di un popolo, riscoprire quelle radici che affondano in esso e che non sono mai state recise, nonostante i decenni passati lontani.

Grazie alle opportunità offerte dalla Regione, alcuni di loro tornano oggi a visitare i luoghi dai quali sono partiti da troppi anni; è successo anche in Lunigiana e la Comunità Montana è stata felice di contribuire alla realizzazione di questa esperienza.
Maria, Ida, Giglio, Italo e Marino sono stati i primi nel corso del ’98 a fare il viaggio di ritorno, per qualche settimana; hanno rivisto Cervara, Arzengio, Comano, Grondola e Pontremoli, i paesi dai quali erano partiti bambini e che avevano spesso idealizzato. Ci hanno portato le loro storie, quelle dei Toscani che hanno contribuito alla vita di un paese lontano; ci hanno resi un po’ più ricchi, ci hanno lasciato delle emozioni.

Questo libro racconta anche di loro.
Paolo Bissoli
Assessore alla Cultura e all’Emigrazione della Comunità
Montana della Lunigiana.