CADUTI PRIMA GUERRA MONDIALE

L’assassinio del Granduca Francesco Ferdinando, erede al trono, e della consorte avvenuto a Sarajevo il 28 giugno 1914 diede il via a quella che, per una serie di alleanze concatenate, verrà chiamata la Grande Guerra e che vedrà schierate la Germania e l’Austria da una parte e le altre potenze europee dall’altra.
Inizialmente neutrale, l’Italia, rotta l’Alleanza con la Triplice Intesa, entrò in guerra il 23 maggio 1915 contro l’Impero Austro-Ungarico.
L’Italia, che all’epoca contava 34 milioni di abitanti, mobilitò oltre 5 milioni di persone nei tre anni di guerra con oltre 650.000 morti; i toscani coinvolti furono circa mezzo milione, con 40.000 morti registrati.
Tra questi anche i nove torranesi, i cui nomi vengono ricordati con una lapide sulla facciata della chiesa.
- Miliani Giovanni (Migliani Gioacchino), il primo a cadere, nato il 12.7.1889, in forza al 215° Reggimento Fanteria, deceduto il 2.12.1915 nel Medio Isonzo per le ferite riportate in combattimento durante la Quarta Battaglia dell’Isonzo combattuta tra l’Esercito Italiano e quello Austro-Ungarico tra il 10 novembre ed il 5 dicembre 1915. Con il termine Medio Isonzo viene indicata l’area che comprende le Prealpi Giulie, i territori del Kolovrat, le Valli dello Judrio, del Natisone e del Torre, il Collio, la Bainsizza e l’altopiano di Ternova , in pratica da Tolmino – esclusa – e Gorizia – compresa.
Giovanni era il fratello della Maria Giulia (vulgo Giulietta) con la cui morte, avvenuta il 26.1.1972, si estingue la famiglia dei Miliani dalla quale proveniva la pastorella a cui nel 1470 era apparsa la Madonna, evento che aveva portato negli anni immediatamente seguenti alla costruzione del Santuario della SS. Annunziata.
- Quiligotti Luigi, nato l’8.12.1892, assegnato al 121° Reggimento di Fanteria, deceduto l’11.12.1915 per malattia all’ospedale da campo n. 014. L’ospedale aveva una capienza di 100 posti letto ed era posizionato presso il paese di GRADNO, oggi in Slovenia.
- Pasquali Alessio, nato il 26.10.1895, in forza all’11° Reggimento Bersaglieri, disperso in combattimento il 20 marzo 1916 sul monte Rombon. Il monte appartiene alle Alpi Giulie, è il più alto dell’intero fronte dell’Isonzo (oltre 2200 metri), sovrasta la conca ed il paese di Plezzo (Bovec), una delle aree nella quale si produsse il maggior sforzo bellico italiano sul fronte orientale. Si trova in Slovenia.
- Verri Felice, nato il 25.12.1889, assegnato al 21° Reggimento Fanteria, deceduto il 5.7.1916 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Il Carso è un altopiano roccioso che va dalle province di Trieste e Gorizia sino alla Croazia. Qui si svolsero le principali battaglie dello scontro italo-austriaco. La battaglia nella quale probabilmente rimase ferito Felice si svolse tra il 15 maggio ed il 27 giugno 1916, durante la quale ci furono perdite complessive per oltre 230.000 uomini.
- Poli Pietro, nato il 18.10.1897, in forza al 17° Reggimento Bersaglieri, deceduto il 18.6.1917 in Val Sugana per ferite riportate in combattimento. Tra il 10 ed il 29 giugno 1917 si combatté la sanguinosa battaglia del Monte Ortigara; in Val Sugana nello stesso periodo i comandanti del nostro esercito organizzarono un attacco per cercare di alleggerire la pressione austro-ungarico nello scontro in atto sull’Altopiano. In questa azione diversiva molto probabilmente è rimasto colpito a morte Pietro.
- Rosi Giulio, nato il 4.10.1893, assegnato alla 235a Compagnia Mitraglieri, deceduto il 18.10.1917 sul monte Zebio per ferite riportate in combattimento. Monte Zebio è una montagna dell’Altopiano di Asiago, teatro di feroci battaglie durante la Prima Guerra Mondiale, nonostante il sangue versato i soldati italiani non riuscirono a conquistarne la vetta.
- Bianchini Pasquale Antonio, nato il 29.3.1892, in forza al Deposito dell’Aeronautica di Torino, deceduto l’11.10.1918 a Torino per malattia
- Carti Ferdinando, nato a Zeri il 3.3.1894, in carica al 1° Reggimento Alpini, deceduto il 18.10.1918 in prigione per malattia
- Zecca Pietro Paolo, nato il 20.5.1884, assegnato alla 581a Compagnia Mitraglieri, deceduto il 9.11.1918 a Este (Provincia di Padova) per malattia.
CADUTI SECONDA GUERRA MONDIALE

Il 1° settembre 1939 Hitler invade ed in pochissimo tempo, conquista la Polonia, scatenando la reazione della Francia e dell’Inghilterra e dando così inizio alla Seconda Guerra Mondiale.
L’avanzata dell’esercito tedesco sembra inarrestabile, alla fine della primavera del 1940 la Francia è sul punto di capitolare. Mussolini, seppure con un esercito ampiamente impreparato, rompe gli indugi, vuole partecipare da vincitore al tavolo della spartizione che si profila all’orizzonte, dichiara guerra alla Francia (10 giugno 1940).
Vengono mobilitati circa 1.630.000 uomini di truppa, tra i quali sono presenti anche numerosi torranesi.

Angella Nello – Angelini Giulio – Bregoli Abramo – Del Pippo Luigi – Fantoni Aldo – Fantoni Secondo – Fantoni Ernesto – Fantoni Carlo – Martinelli Giuseppe – Novelli Domenico – Ramaglia Angelo – Scolari Angelo – Talamini Duilio – Talamini Guerino – Tessandri Nando – Verri Lecchini Egisto – Angella Giuseppe – Poli Angelo – Fantoni Guerino – Pingoletti Pietro – Bergamaschi Sante.
La Francia effettivamente capitola da lì a poco, l’Inghilterra invece, seppur piagata dai continui bombardamenti, resiste. Il Fuhrer decide allora di invadere la Russia con l’operazione denominata Barbarossa ed il 22 giugno 1941 le truppe tedesche entrano in territorio russo. L’esercito russo, colto di sorpresa, oppone scarsa resistenza ed i tedeschi dilagano, Mosca sembra a portata di mano.
Mussolini invia in appoggio dell’alleato, a Luglio, il Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) il quale, rinforzato successivamente con l’invio di nuove divisioni, assume la denominazione di Armata Italiana in Russia (ARMIR). La nostra armata si posiziona sul fiume Don, coprendo il lato sinistro delle truppe tedesche che erano impegnate nella conquista di Stalingrado.
La strenua resistenza russa ed il sopraggiungere del rigido inverno rallentano prima e fermano del tutto l’avanzata dell’esercito tedesco e dopo alcuni mesi di guerra di posizione inizia il drammatico inverno del 1942 che vedrà il dissolvimento dell’8° Armata.
Il 16 dicembre 1942 inizia la prima offensiva russa che travolge buona parte del fronte e porta allo sfaldamento della nostra armata. Un mese dopo, l’11 gennaio, inizia la seconda fase che travolge quanto resta della nostra armata. Inizia così, in pieno inverno, con neve alta e temperature che in alcuni casi superano i -40°, il ripiegamento caotico delle nostre truppe. E’ una ritirata drammatica, che costringe la truppa a marce forzate per compiere i 350 chilometri che separano i soldati, stanchi e demoralizzati, dalla cittadina di Sebekino, punto di raccolta da dove i superstiti potranno essere rimpatriati.
La ritirata è stata tragica oltre che per le avverse condizioni climatiche, rese ancora più pesanti per l’abbigliamento inadatto alle rigide temperature, anche per l’incessante inseguimento da parte delle truppe russe, galvanizzate dai successi, che costringe i nostri reparti a continui combattimenti.
Quasi 40.000 i nostri soldati morti, dispersi o caduti prigionieri in poco più di trenta giorni.
Tra questi anche i nostri compaesani: Bergamaschi Sante, Fantoni Guerino, Pingoletti Pietro e Poli Angelo.
Di loro sappiamo che vengono dati per dispersi al termine della ritirata, la data della loro morte viene indicata simbolicamente dall’Esercito Italiano nel 31.1.1943.
Qualche anno fa una famiglia bergamasca di camperisti in viaggio in Russia nella zona della ritirata ha ritrovato e fatto pervenire agli eredi, tramite l’associazione dei combattenti, la piastrina di Guerino.




Alcune immagini della ritirata in Russia. Le foto sono tratte dal Gruppo Facebook ARMIR, SULLE TRACCE DI UN ESERCITO PERDUTO.
Per la Prima Guerra Mondiale i dati anagrafici dei caduti, i reparti di appartenenza, anno e causa della morte sono tratti dal sito http://www.cadutigrandeguerra.it., mentre per la Seconda Guerra Mondiale tali dati sono tratti dal sito del Ministero della Difesa www.https://www.difesa.it/Il_Ministro/ONORCADUTI/Pagine/Amministrativo.aspx