UN CONCORDATO QUATTROCENTESCO TRA GLI UOMINI DI ZIGNAGO, ZERI E ROSSANO


Il documento che pubblichiamo è un trattato di tregua del 13 aprile 1489 tra gli uomini di Zignago, Zeri e Rossano concordato alla presenza di due commissari del Duca di Milano, in quel tempo Signore delle Comunità in questione. Sono essi Brizio Adorno, genovese “Capitaneo” del Capitaneato della Spezia, ed il pontremolese Seratto.

L’interesse del documento, oltre che nel contenuto, risiede nel fatto che che è tra i più antichi a riportare il nome volgare della nostra città preceduto dall’articolo, regolarmente declinato come tale. Si parla, infatti, del “Capitaneo della Spesa” o “della Spezza”.1)

Fu redatto alla Spezia nella residenza del Capitaneo per mano “Nicolai Varischi de Spedia”. Ci è giunto in copia cinquecentesca del notaro ” Iohannes Petrus Rocha de Spedia” ed è attualmente conservato nell’Archivio di Stato di Genova 2).

Nella trascrizione ci si è limitati a sciogliere le abbreviazioni ed a usare la maiuscola per i nomi propri.

Paolo Emilio Faggioni – in Memorie della Accademia lunigianese di scienze lettere ed arti Giovanni Capellini, Vol. 54/56, (1984/1986)

Die 13 Aprilis 1489 indictione septima.

Al nome de Dio e della sua gloriosa Madre Vergine Maria. El magnifico domino Bricio Adorno ducale Capitaneo della Spesa et al Magnifico domino Serapto da Pontremulo ducali commissarij deputati ab Illustrissimo principe, et domino Duce Mediolani sopra le diferentie quali se vertissero tra la comunità et homini de Zignago da una parte et tra li homini et comunità de Zerri et Rossano da laltra parte. Volendo daree principio alla compositione de dicte diferentie, hanno ordinato intra li detti homini e comunità la tregua et li Capitoli infrascritti.

Capitoli della tregua, tra li homini de Zerri e de Rossano da una parte et li homini de Zignago sa laltra parte, sono como diremo qui de sotto.

Et primo che li homini de Zerri e Rossano per tutto lo mese de mazo proximo venturo con quatro giorni de contra bando poss[ano] andare su lo loco della diferentia e fora della diferentia per fin in le case de Zignago con loro bestiame a pasqulare , e così che possano lignizare su lo ditto territorio reservato li……e lignamini da frutti come sono castagni o guerze senza alcuna offensione reale o personale.

E versa vice che li homini de Zignago possano per tutto lo soprascritto mese de mazo con contrabando de dì quatro andare con loro bestiame su lo loco della differencia e fora della differentia fin alle case di Zerri e Rossano a pasqulare e lignezzare reservato li….e lignami da frutti come castagni e guerze senza alcuna offensione reale o personale.

Così che luna e laltra, e laltra e luna, durante soprascritta tregua possano lavorare e bonificare la possessione quale hanno godute per lo passato.

Et così che l’una parte e [laltra] possa andare luna a casa de laltra e su la differentia a [suo] dummodo senza arme.

Et ogniuno che portasse arme che fosse solo uno, o doi aut trei cadano in pena de ducati dece per uno, et quando prendessero arma per comunità cadano innpena de ducati cinque cento , aplicati alla camera ducale per la parte delli homini de Zignago, et per la parte delli homini de Zerri et Rossano a la Camera del Magnifico domino Bricio Adorno ducale Capitaneo della Spezza.

Item che sempre che trei, o quatro facessero homicidio , robaria, o insulto contra persona alcuna de luna parte e de laltra et de laltra e de luna, se intenda che siano incorsi in la pena de la tregua.

Item se intende che se ben passasse el mese de mazo et altri mesi, la tregua non se intende essere finita ni [per] luna ni per laltra se prima non è data li quatro dì de contrabando.

E lo modo se ha a tenire in lo dare del contrabando, se intenda che quelli de Zerri et de Rossano debbiamo essere avvisati dal Magnifico Capitaneo della Speezza che se habiano a guardare. E così quelli de Zignago sebbano essere avvisati da messere Serapito de Pontremulo. E li quali quattro dì de contrabando se intenda comenzare a correre da lo dì che serà fatta ditta noticia. E li detti quattro dì se intendano essere tregua.

E tutte le cose sopraditte li [prede]tti Magnifici ducali comissarij in hac parte comandano alle soprascritte [par]te che debbiano observare li soprascritti Capitoli della tregua in lo [modo] et forma se contenne da sopra, sub pena de ducati cinqyecento per ciascaduna de le parte, aplicati como di sopra e ditto.

Ordinando li prefatti Magnifici commissarij che zobia proxima quale vene, che serà el sexto decimo dì del presente mese, le parte debiano essere con possanza legiptima in la terra de Villa Franca a dare idonea segurtà de cinquecento ducati de observare la tregua como se contene in li soprascritti Capitoli.

Le quale cose tutte se intendono fare, et essere fatte, senza giudicio della raxone de luna parte et le laltra.

Actum Spedie in domo residencie Magniffici domini Capitanei Spedie, presentibus Gasparino filio Petri Barbarubre de Spedia, Iohanne de Iugo q. Nicolai cive ianuensi et Teramo q. Iohannis Simonis de Manarola testibus ad hec vocatis et rogatis.


+ 1574 die 8 Iullij.

Extractum fui supradictum instrumentum per me notarium licet per alium descriptum ex quibusdam prothocolis instrumentorum repertoturm in prothocolis quondam ser Nicolai Varischi de Spedia existentibus penes Iohannem Petrum filium dicti quondam ser Nicolai, nil addito vel diminuto quod sensum muttet aut substantiam, cum inverim hoc extractum cun dicto originali concordare nisi fortasse verbis duobus que non intelliguntur in [pri]ma collumna line asexsta et undecima […..] ex licentia mihi concessa aspectato domino [vicario] Spedie ut ex actis dicte curie etc. salvo semper habere etc. Iohannes Petrus Rocha de Spedia notarius.

1)Precedente di un quarantennio è l’espressione “ala Speza” che si legge nella Cronaca di Giovanni Antonio de Faie ricordata nell scritto di Geo Pistarino in questo stesso fascicolo.

2) Archivio di Stato di Genova, Archivio Segreto, Confinium, 6, (1477/1499)