UN RESTAURO DIFFICILE CHE HA SALVATO L’ADORAZIONE DEI MAGI DEL CAMBIASO

Nella chiesa della SS. Annunziata a Pontremoli, nella mattinata di sabato 13 settembre, l’incontro con la Soprintendente Angela Acordon e il responsabile dell’intervento Nino Silvestri

Gli interventi della dott.ssa Angela Acordon (a destra) e del restauratore Nino Silvestri

Un vero e proprio evento quello nella mattinata di sabato 13 settembre e che avrebbe meritato davvero una partecipazione ben più numerosa; nella chiesa della SS. Annunziata di Pontremoli, infatti, è stata celebrata la conclusione del lungo e difficile restauro della grande pala d’altare dell’Adorazione dei Magi, dipinta da Luca Cambiaso nel 1558 insieme alla lunetta che raffigura l’Eterno Padre.
Un’opera d’arte di straordinaria qualità, che si colloca nella migliore produzione del maestro genovese, conservata nel tempietto marmoreo che custodisce l’immagine dell’Annunciazione davanti alla quale nel 1470 la Madonna apparve ad una giovane che stava pascolando gli animali. La lunetta, invece, si trova al di sopra della porta di accesso ai locali della sacrestia del XVII secolo.

La lunetta e la pala d’altare dipinta da Luca Cambiaso nel 1558, prima del restauro

Un capolavoro che compare su innumerevoli pubblicazioni d’arte, ma anche un grande ammalato, con problemi strutturali e di conservazione diventati così gravi da metterne a rischio la sopravvivenza . Una situazione evidenziata già nel 2007 in occasione del prestito per la mostra “Luca Cambiaso. Un maestro del Cinquecento europeo” allestita a Genova.
Erano dovuti però passare anni prima che, nel 2019, la nuova soprintendente dott.ssa Angela Acordon, durante una visita nel santuario pontremolese si accorgesse del precario stato di conservazione dell’opera, ad iniziare dalle ampie porzioni di colore sollevate in molti punti della superficie.

La Soprintendente dott.ssa Angela Acordon alla SS. Annunziata

Immediata la domanda di finanziamento al Ministero, concesso però solo nel 2024 quando è stato possibile l’affidamento al laboratorio di Genova della ditta Nino Silversti restauri, specializzata in opere di Luca Cambiaso. Dopo il lungo e delicatissimo rintervento l’opera poche settimane fa è tornata all’Annunziata.
A ricordare le tappe di questa storia per fortuna finita bene sono stati la stessa dott.ssa Angela Acordon e il titolare della ditta di restauro, Nino Silvestri.
Introdotti dal parroco don Lorenzo Piagneri e dopo i saluti del sindaco di Pontremoli, Jacopo Ferri, i due ospiti hanno ripercorso sia le origini dell’opera che le delicate vicende del restauro.
La soprintendente ha sottolineato il valore assoluto di Luca Cambiaso, tra i più importanti artisti genovesi. Ponendo anche l’interrogativo che ancora non ha risposta: come ha fattol’opera ad arrivare qui? Cambiaso sarebbe stato di persona nella chiesa visto che gli sono stati attribuiti gli affreschi su due delle pareti esterne del tempietto (completato nel 1527) con le figure di San Gerolamo e di Sant’Ambrogio.
La dott.ssa Acordon ha evidenziato come l’opera, composta dalla pala dell’Adorazione dei Magi e dalla lunetta dell’Eterno Padre, non sarebbe nata per il tempietto, ma più probabilmente per un altare; difficile dire se per quello principale alla sommità della scalinata o se per uno dei laterali.
Erano stati gli esponenti della potentissima famiglia genovese Doria a raccomandare l’artista a qualche famiglia importante? O la risposta si deve cercare nei rapporti tra gli Agostiniani dell’Annunziata e quelli di Genova?
Di certo, ha continuato, si tratta “di un quadro tecnicamente straordinario” anche se “purtroppo ha perso i tanti toni di blu, scomparsi sia dal cielo che dal manto della Madonna”.
E proprio sui problemi dell’opera si è soffermato il titolare della ditta di restauro. “Incarichi per interventi di questo tipo sono molto stimolanti e a maggior ragione di fronte ad un’opera di una bellezza straordinaria, tra quelle più importanti del Cambiaso – ha esordito Nino Silvestri – poi però emergono i problemi che avevo già segnalato in occasione della mostra di Genova e che sono aumentati in questi anni”.
Problemi alla struttura dovuti anche a precedenti interventi sul telaio delle tavole che compongono la pala che già nello smontaggio dall’altare nel tempietto aveva minacciato di andare in pezzi.
“Abbiamo dovuto eliminare quanto fatto nel passato e rifare tutto l’intervento sulle tavole, anche se questo non era inizialmente previsto”; e poi ci sono stati i lunghi e delicati interventi sul colore, condotti in particolar modo dalla restauratrice Elena Parenti: tolti i vecchi stucchi e le altre parti aggiunte nel passato, sono state eliminate con pazienza certosina tutte le lacune emerse con il distacco del colore.
La ripulitura ha restituito brillantezza all’opera anche se, al momento, l’illuminazione non esalta come dovrebbe il colore recuperato e tutti si augurano che possa essere migliorata quanto prima.
Ora l’opera del Cambiaso è al sicuro? In realtà servirà molta attenzione: come ha sottolineato Nino Silvestri, oltre ad evitare di muoverla ancora, occorre valutare con attenzione e costanza soprattutto il livello di umidità presente nella chiesa, molto alta durante tutto l’anno, vero e proprio nemico di un’opera che si avvia a compiere 500 anni e che è doveroso preservare per i secoli a venire.

Paolo Bissoli, Il Corriere Apuano, 20.9.2025