Parliamo ora una assai importante leggenda che l’ Arrighi raccoglie e alla quale aggiunge elementi che probabilmente non sono nel racconto tradizionale. Alludo ad una leggenda che ricorda Vignola, paese sopra Pontremoli, come uno degli ultimi paesi ove si mantenne la religione pagana. L’Arrighi parla di Celti e di riti celtici, ma non so sé mantenendosi fedele alla leggenda. Riti celtici in Val di Magra vi sono stati, e ne sono state scoperte molte tracce (1); ma è probabile che la leggenda alluda solo a culti gentili, come in altre parti della Val di Magra, in alcune delle quali è stato storicamente dimostrata la tarda persistenza del paganesimo.
In epoca di inoltrato cristianesimo sarebbe continuato a Vignola un culto speciale di qualche idolo. Un giorno però lo scorretto contegno dei sacerdoti pagani dissoluti e irreligiosi, avrebbe sollevato le proteste del popolo che convertitosi alla fede cristiana incendiò il tempio degli idoli e tutto quanto si riferiva al loro culto. Ogni anno, per Santa Croce, il popolo suole accende un gran falò e ciò, si dice, in memoria dell’antico fuoco liberatore degli idoli. Anche a Filattiera, a proposito dell’antichissima chiesa di San Giorgio, vi era una simile vaga tradizione, che l’interpretazione recente di una lapide antica che esiste in quella chiesa conferma, ricordando che, in quel luogo, fino all’ottavo secolo, furono adorati gli idoli (2).
A Vignola si parla di un ara pagana ritrovata nel restauro della chiesa, che è l’antica Pieve, ara rimurata poi e rifatta invisibile. In molti altri luoghi della Val di Magra dove sorgono le vecchie pievi, non è difficile ritrovare leggende simili; e se si pensa che le circoscrizioni religiose serbano le tracce delle precedenti circoscrizioni romane, e, forse, delle precedenti distribuzioni romane, e forse, delle precedenti distribuzioni dei popoli nell’epoca preromana, e specialmente che le Pieve sorsero verso il centro dell’antico pago, è possibile ammettere che tali leggende, accennando al vecchio tempio pagano sostituito dalla chiesa cristiana, conservino un oscuro ricordo. In tal caso si tenga presente che la circoscrizione della Pieve di Vignola (Vign-la) si estende nel versante del Taro sin quasi a Borgotaro, quindi nella regione padana.
Se poi, secondo l’altro racconto, il culto di Vignola va riferito ai celti e ad un tempio druidico, in tal caso sarebbe, credo, l’unica traccia leggendaria che si possa riallacciare alle scoperte archeologiche – rimaste storicamente oscure – di misteriosi monumenti celtici in Val di Magra.
Tratto da Leggende Pontremolesi – note di Psicologia, di Manfredo Giuliani, Arch. per la etnografia e la psicologia della Lunigiana, Vol. 3 fasc. 1/2 (1914)
(1) Cfr. U. Mazzini, Monumenti celtici in Val di Magra, in Giorn. stor. e lett. della Liguria, 1908, pp. 393-419; e: Statue menhirs di Lunigiana, in Bollettino di Paletnologia Italiana, 1909, pp. 62-77
(2)Cfr. U. Mazzini, un’epigrafe lunigianese del secolo ottavo, in Giorn. stor. della Lunigiana, A II. 1910 – 11, pp. 153-160