
Sempre nel 1861 per la parrocchia di Vignola i fogli familiari censiscono 127 famiglie. Attività predominante è l’agricoltura con 61 agricoltori possidenti terreni coltivabilipoco estesi, più ampia la superficie dei castagneti; 4 coltivatori diretti devono integrare con la mezzadria, mezzadri nullatenenti sono 9 famiglie; i braccianti 24.
Poche le attività artigianali: 3 tessitori, 2 mugnai, 1 mazzaiolo. Il quadro sociale registra situazioni di speciale disagio: 1 accattone cieco, 3 ebeti, un “miserabile” inquisito di omicidio.
Non c’è scuola; la parrocchia è un’arcipretura tenuta da don Luigi Franchi Malatesta di Treschietto, vi abitano due sacerdoti (uno era don Andrea Corradini che insegnò teologia all’Università di Pisa e fu amico di Gioberti, antenato della famiglia Novelli).
Un fenomeno già allora massiccio, che denota un’economia poco prospera, è l’emigrazione; 19 vignolesi emigrano in Corsica e uno a Parma.
Estratto dall’articolo “Una Pontremoli agricola e rurale che si avvia verso il progresso” di Maria Luisa Simoncelli, il Corriere Apuano del 24.12.2011