Veramente le valli sono due: una ha come capoluogo Patigno (m. 700) e Coloretta (m. 679), l’altra Rossano (m. 710), divise da un monte verde e gibboso.
Due strade conducono a Zeri: la prima parte da Verdeno e, dopo 18 chilometri, arriva a Patigno; l’altra serpeggia e si inerpica dopo il borgo dell’Annunziata (m. 210) a destra del ponte sulla Magra, e arriva sino ad Arzelato ( m. 831) e prosegue per la vallata tra boschi di castagni e di cerri e magri campi; a Rossano le due strade si congiungono.
Un’ altra strada molto importante sale dalla valle del Vara, tocca Sesta Godano, ed entra nella vallata di Zeri.
C’è un continuo viavai, d’estate, di macchine e di servizio di autocorriere. L’invito è allettante e i polmoni e la salute godono forse più che in altre zone climatiche, rese famose dalle trombe della reclame.
La prima valle di Zeri si apre appena usciti da una profonda verdeggiante gola. A sinistra, in un ameno pianoro, Coloretta, oggi risorta a nuova fiorente vita. Tetti rossi dominati dalla chiesa e dal campanile, case nuove, o rinnovate, alberghi e trattorie, con iscrizioni lusinghiere, macchine che strepitano per aprirsi il passo. Tra quelle mura era nato il prof. can. Angelo Quiligotti, di ingegno molto brillante e caustico, ucciso durante l’ultima guerra sui monti.
Patigno, salendo da Pontremoli, si vede dopo Coloretta e mostra, quasi con compiacenza, l’alto campanile e la chiesa e la frazione di Noce molto frequentata. E’ un po’ la metropoli di Zeri, orgogliosa di essere la sede del municipio, e di aver dato il maggior numero di sindaci. Ha dato alla Chiesa Apuana sacerdoti numerosi, dotti, attivi. Molto noto in tutta la Lunigiana fu Mons. Can. Enrico Lorenzelli, alto, solenne, brillante, arguto, poeta dialettale, perito nell’ultima guerra durante il rastrellamento effettuato dai tedeschi nella vallata.
Adelano (m. 790), altra parrocchia della valle, è tra la gola di due monti, saccheggiata durante l’ultima guerra: tra le vittime il parroco D. Grigoletti, vero padre e pastore di quella popolazione.
Rossano era un borgo molto popolato, con varie frazioni dedito ai lavori dei campi ed alla pastorizia, ma ogni anno si emigra verso la fortuna. Da ricordare la frazione di Bosco di Rossano, un tempo con più di 300 abitanti; ora appena più di cento.
Qui è nato, tra il fragore delle acque cristalline, il Rev.mo D. Riccardo Menoni, Proposto Mitrato di Fivizzano.
Fra Ginepro ( don Luigi Fugaccia)
Tratto dal volume Voci di Val di Magra, Arti Grafiche Boatti, 1969
La foto di introduzione alla pagina è tratta dalla pagina facebook Tullia Martelli