[LA CHIESA DE] I CAPPUCCINI

La forza espressiva del Cristo deposto, accentuata dal panneggio del lenzuolo, suggestiona l’animodei fedeli.

I Capusin, i cappuccini, con questo nome i pontremolesi indicano il convento sulla costa di Castagnola e i Minori di S. Francesco, vi associano il sacramento della confessione, il desiderio della purificazione e del perdono.

I cappuccini vengono a Pontremoli alla fine del ‘500 e trovano sede in un primo convento, ora scomparso, che era collocato sull’area dell’attuale villa Ceppellini all’interno del cementificio.

La sede sulla Costa fu terminata alla metà del ‘600, come si legge nella lapide all’interno del coro che ricorda la consacrazione ad opera del vescovo di Brugnato.

Quando i frati vengono a Pontremoli trovano presenti sul territorio numerosi altri ordini monastici, l’intera struttura della città, già dal medioevo, ha vissuto in simbiosi con la presenza dei conventi che contribuiscono, con la loro attività ospitaliera, all’incremento dello stesso nucleo urbano.

Già nel ‘200 troviamo presenti a Pontremoli diverse congregazioni benedettine: la prioria di S. Pietro, S. Giacomo di Campostela, S. Giovanni della Piazza, S. Giorgio fuori Porta, oltre ai Cavalieri d’Altopascio e ai Cavalieri del Gerosolimitani, senza ricordare le numerose altre magioni lungo la via Romea.

Nel ‘600 troviamo gli Agostiniani alla Annunziata, i Carmelitani alla Madonna della Neve, le monache Agostiniane a S. Giacomo d’Altopascio, i Francescani conventuali a S. Francesco.

La facciata della chiesa restaurata negli anni trenta è infelice, irrigidita dentro una corazza di mattoni faccia a vista.

L’interno è ben conservato nello stile di un temperato barocco, adatto alla povertà dei frati.

La bella pala del Ligozzi rappresenta la vergine con il bambino, San Francesco e San Lorenzo; in basso, con l’abito alla spagnola e il gran colletto di pizzo, un benefattore del convento.

Nel 1958 un restauro scellerato ha sostituito il pavimento originario con scadenti mattonelle.

Si impone su tutto il maestoso movimento dell’altare maggiore scolpito in legno con un magnifico tabernacolo e sovrastato da una pala, opera del Ligozzi.

Rappresenta la madonna con il bambino, attorniata da S. Francesco e da S. Lorenzo, ai cui piedi in ginocchio c’è la figura di un nobile signore vestito alla spagnola con colletto bianco. Si dice essere il ritratto di tal Malevolti benefattore del convento.

La chiesa è ad un’unica navata, scandita da grandi tele appese alle pareti, nel fianco destro si aprono due cappelle.

Di gran pregio il quadro di S. Felice del Fiasella. interessante quello che rappresenta S. Lorenzo da Brindisi mentre celebra la messa e gli appare Gesù Bambino.

Uno dei motivi dell’interesse sta nel fatto che il santo di Brindisi fu padre provinciale per il Genovesato e in tale veste all’inizio del ‘600, visitò il convento di Pontremoli sottoposto a quella provincia.

Andrea Baldini, I Cappuccini, pubblicato in Almanacco Pontremolese, 1991, anno XIII, curato e edito da Centro Lunigianese di Studi Giuridici di Pontremoli.

Rispondi

Scopri di più da Museo Virtuale dell'Alta Lunigiana

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere