DON DANTE MAESTRI **

Ricordo di don Dante

E’ trascorso un mese dal giorno in cui il caro don Dante Maestri ha lasciato “questa dimora terrena per quella celeste”. Tutti noi con trepidazione e quasi increduli abbiamo seguito l’evolversi di quella lunga e straziante agonia, causata da una tragica e alquanto banale caduta, lo ha portato inesorabilmente, nonostante gli sforzi della scienza, alla morte.

Quanto strazio in quei giorni! Quanto dolore nell’animo di tutti in quei momenti! Lontano dall’essere attesa, la morte con la sua prepotenza, con tutta la sua inesorabilità, ha abbattuto il fiore e la pianta più bella, più rigogliosa, più necessaria, colui la cui semplice presenza sarebbe bastata a dare vita e gioia ad una intera parrocchia, luce e speranza di una intera vallata.

Tale era don Dante per le sue parrocchie di Montelungo e Cavezzana d’Antena e per le popolazioni di Valdantena e Gravagna.

La parrocchia è una famiglia, la morte inattesa e prepotente ha portato con sè colui che della parrocchia e della sua gente era l’angelo, il custode, il sacerdote, l’amico.

Dolce era la sua figura, squisite le sue qualità umane e spirituali!

Rivedo don Dante nel mistico raccoglimento della sua chiesa, che sempre l’ha voluta bella, pulita, ordinata; lo rivedo salire questo altare per il sacrificio Eucaristico, lo rivedo inginocchiato in questa panca ad implorare grazie e benedizioni per sé e per i suoi cari parrocchiani.

Lo rivedo generoso e sempre disponibile nel sacro ministero pastorale, zelante nelle sacre funzioni, pronto e generoso in ogni iniziativa di carità a sollievo del prossimo in modo particolare del povero e del bisognoso, preoccupato per il bene spirituale della sua gente, pieno di premure per i gravi problemi sociali, economici della sua popolazione. Tutti abbiamo potuto sperimentare e conoscere il suo sconfinato amore e la sua disinteressata dedizione alla necessità più urgenti della sua terra!

Uomo e sacerdote di fede e di preghiera, attingeva da queste due sorgenti la linfa e la forza per affrontare ogni giorno e in ogni istante i sacrifici della sua vita e della sua esistenza consumate unicamente nell’amore di Dio e nel servizio dei fratelli.

Stimato e amato dai superiori per le sue eccelsi virtù umane e spirituali, apprezzato e ben voluto dai confratelli nel sacerdozio per quella sua carioca umana piena di umorismo e sincerità, don Dante Maestri ha lasciato in tutti coloro che lo hanno conosciuto e avvicinato un ricordo e profondo rimpianto e soprattutto un vuoto immenso negli uffici e nelle cariche che esercitato nel suo ministero pastorale e sacerdotale. Un vuoto difficilmente colmabile e non facile a riempirsi.

Ora don Dante che non sei più fra noi, ma il tuo ricordo, la tua memoria, il tuo esempio a lungo resteranno nei nostri cuori, ora che già godi la visione di Dio e il premio del servo buono e fedele, aiuta tutti quanti su questa terra hai lasciato nel pianto e nel dolore, le tue parrocchie, la diocesi, e i tuoi amici con i quali tante volte hai trascorso momenti di gioia e di trepidazione, di ansie e di certezze, di speranze e di conquiste.

Dal tuo alpestre cimitero dove tu hai voluto riposare accanto ai tuoi genitori, prega per tutti noi che ci troviamo in quel campo di battaglia dove tu tante volte hai combattuto, pianto, vinto. Grazie a nome di tutti, della tua diletta parrocchia di Montelungo e di Cavezzana D’Antena, della diocesi e di quanti ti hanno avvicinato per quell’immensa opera di bene che hai saputo dare e offrire con tanta generosità e con tanto amore di padre, sacerdote e amico.

Articolo del Corriere Apuano del 1 settembre 1979