Sono passati 60 anni da quando mons. Sismondo , indimenticato vescovo di Pontremoli ordinava sacerdote Don Michele Pizzanelli. Era il 29 giugno 1952. Don Michele ha scelto come “immagine” di apertura del suo biglietto-ricordo, personalizzato per quel suo tipico spirito “anticonformista” che lo ha sempre denotato pur nel rispetto delle radici della dottrina e tradizione, l’immagine della facciata del Duomo di Pontremoli con l’avverbio “qui”, lo stesso che, in forma latina “hic”, si trova nella Basilica dell’Incarnazione di Nazareth ricordando così che nell’Ordinazione avviene una nuova “Incarnazione” perché il sacerdote è primariamente “alter Christus”. E a rendere più solenne il suo 60° di Ordinazione è anche arrivata da Roma la Benedizione Apostolica di Benedetto XVI.
Nato in quel di Cervara, il 14 luglio 1927 , nella piccola frazione di Prà del Prete, a 17 anni, quando era studente liceale, si arruolò nella II Brigata “Beretta” della Divisione “Cisa” e partecipò, con il soprannome di “Prete”, a importanti azioni partigiane guadagnandosi la Croce al Merito di guerra e la Commenda della Repubblica. Al termine della guerra, ha continuato gli studi in Seminario e, dopo l’ordinazione sacerdotale, mentre studiava alla Lateranse a Roma dove ha conseguito la laurea in Teologia Morale, è stato segretario di Mons. Rosa, vescovo di Bagnoregio, altro figlio delle vallate pontremolesi. In seguito si è laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università di Genova , ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento ed è stato per quarant’anni insegnante al Ginnasio-Liceo di Pontremoli, dove per gli studenti era “il Pizza”. I “suoi” alunni, e sono stanti, sparsi un po’ ovunque, lo ricordano come educatore infaticabile, “moderno”, dotato di cordialità e di humor, ma rigoroso nell’affermare i principi e coerente con le proprie idee.
Il suo apostolato, iniziato a Bagnoregio, è proseguito in Diocesi , dove, oltre il servizio scolastico, ha avuto incarichi di parroco, 2 anni a Virgoletta e 12 anni a Bassone. E’ stato per più di 40 anni Cappellano delle Suore Missionarie del Lieto Messaggio e per più di un decennio conduttore della rubrica religiosa di Teleapuana. Da qualche anno è accompagnato da “sorella” sofferenza ma vive con piglio giovanile, assistito nella propria casa, dove offre ogni giorno il S. Sacrificio per tutti gli ammalati e per tutte le persone a lui unite da vincoli di sangue, di religione e di amicizia, per le quali fa proprie le parole di don Orione: “Fate del bene sempre, del bene a tutti, del male a nessuno”. Per lui, invece, fa proprie quelle di S. Paolo: ” a 85 anni è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la cosa, ho conservato la fede”.
A lui, da parte nostra: Ad multos annos!
Paolo Lapi, il Corriere Apuano a. 2012, in occasione del sessantesimo di sacerdozio.