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- 261: “Volendo poi i germani passare l’Appennino per entrare nella Toscana, e sforzandosi gli Apuani di impedirgli il passo, restarono questi rotti, e posti in fuga, ed Apua incendiata e distrutta. Per tale desolazione mesti ed afflitti gli Apuani, lasciata nelle sue ceneri la loro metropoli, si ritirò la maggior parte di essi ad abitare nei borghi e ville del loro territorio, e, per ivi vivere più sicuri, edificarono in posti eminenti e forti molte torri e castelli, le vestigia dei quali ancora al presente si veggono: cioè nelle ville di Gravagna, Montelungo, e nella Valle d’Antena, del monte di Saliceto, o S. Genesio, e d’Arzelato, come pure i castelli della Rocchetta, e della valle di Dobbiana, tre nelle valli di Rossano di Zeri, quelli di Chiusola, già giurisdizione di Pontremoli, in Cravia ed in Apua medesima; il dominio dei quali fu preso, ed occupato dai più ricchi e potenti cittadini, che come signori e padroni ivi dominavano, facevano ragione, costituivano feudi, e quasi con dispotica autorità comandavano”. (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)
- 739: I monaci del suddetto monastero, portandosi nelle vicine terre, castella e ville, predicando la divina parola, facevano gran frutto, singolarmente in Pontremoli; che però i pontremolesi, rimossi i sacerdoti, che già per lo spatio di 300 e più anni officiavano la chiesa di S: Giorgio fuora della Porta di Sommo Borgo, vi posero i detti monaci i quali in appresso v’edificarono un monastero col titolo di Priorato: coll’istesso titolo edificarono pure nella villa di Montelungo su l’Appennino una chiesa al loro patriarca San Benedetto, vicino alla quale fabbricarono alcune case per loro abitazione e vi acquistarono molte possessioni per il loro sostentamento; a questa chiesa vi s’annessero la cappella di San Bartolomeo di Gravagna, di S. Maria di Cavezzana d’Antena , di S. Lorenzo di Cargalla. (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)
- 1296: Enrica Salvatori, nella sua ricerca: Strutture ospedaliere in Lunigiana: dal censimento alla microanalisi, in Riviera di Levante tra Emilia e Toscana: un crocevia per l’ordine di San Giovanni, Atti del convegno (Genova-Chiavari-Rapallo: 9-12 settembre 1999), Genova, Istituto Internazionale di Studi Liguri, 2001, pp. 189-222 riporta: ospedale de Cerreto Grosso: attestato nelle decime del 1296-97 e del 1298-99 e nell’estimo del 1470-71 tra gli enti esenti della diocesi, contemporaneamente all’ospedale di san Lorenzo delle Cento Croci, al passo del Cerreto. Si tratta quindi di due enti distinti. Si trovava probabilmente nella pieve di Vignola, presso Gravagna. Articolo completo: STRUTTURE OSPEDALIERE IN LUNIGIANA: DAL CENSIMENTO ALLA MICROANALISI
- 1539: Nel corso di una ricerca Mauro Bertocchi trova traccia di una certa Angelica de lo Gran Diavolo, vissuta a Gravagnae della cui attività nulla si sa, ma, visto tanto nome (e considerato che rimane l’unico contribuente a non pagare estimo), non c’è molto da indovinare su quale fosse la sua professione. (tratto da Il Corriere Apuano, Era meglio non curarsi per nulla di Edoardo Maria Filipponi)
- 1630: La confraternita del Rosario di Gravagna è tra le più antiche del contado pontremolese. Essa fu la prima del Quartiere della Magra essendo stata eretta nel 1630. (tratto da Confraternite mariane e “statue vestite”: il caso del Territorio Pontremolese di P. Lapi
- 1632: ” (…) la peste che, nonostante le diligenze praticate, entrò anche nel pontremolese, molto ne sofferse, al dire di Nicolò Maria Bologna, il villaggio di Gravagna (…)”. (Tratto da Per una storia della Pieve di Saliceto di don Emilio Cavalieri)
- 1864: viene istituita la scuola facoltativa, l’insegnamento è affidato a don Antonio Podestà. Sono i primi tentativi per arginare il fenomeno dell’analfabetismo delle zone rurali, ma ci vorranno cento anni perché il percorso possa considerarsi concluso positivamente.
- 5.1.1908: La difterite infierisce a Gravagna e non risparmia nei suoi attacchi neppure gli adulti. Giovedì scorso il terribile morbo volle una vittima nella giovinetta Teresa Molossi. ( tratto da: A Noi del 5.1.1908)
- 1913: viene portata l’acqua potabile in paese (tratto da Spigolature del Corriere Apuano)
- gennaio 1916: Sulla destra del torrente Civasola, nei pressi della frazione pontremolese di Gravagna, si è aperta una frana di proporzioni allarmanti. Un vasto bosco di cerri precipita nel fiume sottostante. Pure la strada che immette a Cavezzana è in serio pericolo. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 29 giugno 1920: A Gravagna viene inaugurata una lapide in memoria dei caduti. Intervengono la Schola Cantorum del Seminario e la banda “Rossini”. (Fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 21 agosto 1921: Il paese di San Rocco della frazione pontremolese di Gravagna si costituisce in parrocchia indipendente. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 13 giugno 1934: La terra trema. La scossa di carattere sussultorio è brevissima ma molto sensibile ed impressionante. Nessun danno alle persone e nessun danno agli edifici, i quali però in qualche misura ne hanno risentito. La scossa viene avvertita nei paesi a nord di Pontremoli come Succisa, Montelungo, Valdantena, Gravagna, dove è danneggiata la canonica. A Succisa un bimbo di due anni viene ferito al viso dal calcinaccio del soffitto. A Fivizzano cadono pezzi di muro di edifici già diroccati nel terremoto del 1920. Da segnalare che un giornale londinese, errando, ha riportato che Pontremoli è stata completamente distrutta. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 28 ottobre 1938: Vengono inaugurate a Pontremoli le seguenti opere pubbliche: completamento della strada Pontremoli-Gravagna; ampliamento della strada del Cimitero urbano; sistemazione dell’edificio adibito a carcere mandamentale; lavori di ripristino della facciata della Chiesa della SS. Annunziata. A Zeri: il ponte sul canale dei Rumori e la strada Arzelato-Rossano-Coloretta. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 15.12.1944: Alle ore 15 del 15 dicembre 1944 don Alberto Battilocchi, parroco da quattro anni di Ceserano, muore tragicamente, sfracellato da una bomba d’aereo. Era nato a Gravagna S. Rocco, il 13 agosto 1910, da Giovanni e Filippi Maria e dopo aver compiuto lodevolmente gli studi ginnasiali presso i Salesiani di Parma e Liceo e Teologia nel Seminario della nostra città, il 22 maggio 1937 era stato ordinato sacerdote. (Mino Tassi, Pagine Pontremolesi, Tip. Artigianelli, 1974).
- 24.10.1946: L’Associazione “S. Francesco d’Assisi” di A.C. Gioventù Maschile della Parrocchia di S. Rocco si fa promotrice di una nobile e cristiana iniziativa, già da tempo meditata e non attuata per i gravi motivi dovuti alla guerra. Nella nostra parrocchia, data la sua recente costituzione, non vi è ancora una chiesa adeguata al numero sempre crescente della popolazione e deve servire all’uso del Culto il vecchio Oratorio. Già dall’anno 1938 a tutt’ora, fra la piccola sottoscrizione fatta in America, il ricavato della vendita del “bosco” ed altre piccole offerte ed entrate, abbiamo messo insieme una somma che supera di poco le 200.000 L. Ora, tale somma, considerate le attuali circostanze, è troppo inadeguata a questa impresa. E pertanto, la gioventù nostra di A.C. che sente maggiormente il bisogno di una casa di Dio più degna e più adatta ad esser luogo di preghiera, si è costituita in Comitato promotore per la raccolta dei fondi. Sicura di trovare comprensione, simpatia ed aiuti, come ne sta trovando contemporaneamente in America tra i parenti ed amici compaesani, ai quali pure ha indirizzato un appello, prega Iddio Onnipotente a voler concedere ad essa di veder compiuto il voto, ai benefattori ricompense per la vita eterna, al apese e a tutte le nostre valli una più forte e sentita vita cristiana. Il COMITATO: Presidente Dott. Podestà Francesco, già presidente della FUCI di Parma; Segretario Prof. Aldo Corchia, presidente della locale “Ass. S. Francesco”. Membri: Bagatta Luigi, Bagatta Giovacchino, Bertoncini Antonio, Magnani Giovacchino, Domizi Guido, Bagatta Primo, Maestri Settimo e Corchia Quinto. Mentre plaudiamo alla bella iniziativa del Comitato dei Giovani di A.C. relativa alla coistruzione di una nuova Chiesa parrocchiale in Gravagna San Rocco, inviamo una nostra larga benedizione a quanti vorranno contribuire con generose offerte all’attuazione del prelodato progetto, nel nome di Dio Ottimo Massimo, al Quale è dovuto ogni onore e culto di adorazione. + Giovanni Sismondo, Vescovo di Pontremoli. (Fonte: Il Corriere Apuano del 24.10.1946)
- febbraio 1947: Vengono ultimati i lavori di restauro della chiesa della frazione pontremolese di Gravagna Montale. (FONTE: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 8 novembre 1959: Vengono inaugurati alcuni uffici scolastici nel comune di Pontremoli. In particolare a Grondola, a Bassone, a Gravagna e ad Arzelato. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 21.1.1950 – IN CORSO QUESTI LAVORI NELLA NOSTRA ZONA: Il Commissario Prefettizio Dr. Migliorini, allo scopo di alleviare la disoccupazione operaia nella cruda stagione invernale ha stabilito di dare immediato inizio ad un primo lotto di lavori da eseguirsi nell’ambito del Comune per un importo di oltre cinque milioni di lire.Tra di essi i più importanti sono: costruzione di una strada di collegamento tra le frazioni di Gravagna San Rocco e Gravagna Montale; Allargamento e sistema zione del piano stradale e rettifica di curve sulla strada per Groppodalosio; Sistemazione della strada Versola Topelecca, ivi compreso il tratto di recentecostruzione e prolungamento della medesima.Riparazioni alla Capella ed al muro di cinta del Cimitero di Cargalla e costruzione di un acquedotto per Cargalla Inferiore;Costruzione dell’acquedotto di Soccisa Pollina;Costruzione di un ponticello all’inizio della strada di Careola;Costruzione della strada di Oppilo;Riparazioni urgenti alla strada di Cervara,Sistemazione della strada di accesso al Cimitero di Bassone e riparazioni al Cimitero stesso;Costruzione di un’aula scolastica a Vignola;Costruzione della frazione di S. Giustina;Ricostruzione di due passerelle sui torrenti S. Martino e Morasco in località Lago Scuro di Guinadi;Costruzione dell’acquedotto in località Cadugo di Guinadi;Sistemazione della strada di Groppoli di Cavezzana d’Antena;Ampliamento dell’acquedotto di Teglia;Sistemazione dei marciapiedi di Via Roma nel Capoluogo.In prosiego di tempo sarà esaminata la possibilità di costruire nuovi Cimiteri nelle frazioni di Braia e di Cavezzana d’Antena.Con tali provvedimenti, tenuto conto che attualmente sono in corso i cantieri di lavoro del Bratello e di Guinadi, la costruzione di una casa popolare in Verdena che, quanto prima, inizieră la costruzione delle case del piano Fanfani, la nuova fognatura della città e la pavimentazione delle vie e piazze cittadine, la mano d’opera attualmente disoccupata potrà trovare impiego per circa due mesi. Fonte: Il Corriere Apuano
- Il venerdì Santo alcuni uomini della parrocchia, avendo indossato il camice e reggendo a vicenda una croce, si incamminavano pregando lungo le antiche strade per visitare le sette chiese della vallata: Casalina, Pracchiola, Gravagna San Bartolomeo, Gravagna San Rocco, Cavezzana d’Antena, Montelungo, Cargalla e – da qui – di nuovo a Casalina. Venivano chiamati “penitenti” o “battenti” e la loro non era una camminata da poco, perché percorrevano diversi chilometri. Lungo la strada si incrociavano con penitenti di altre parrocchie che facevano il percorso inverso. ( Tratto da Testimonianze di Pasqua di Germano Cavalli)