La mucca forniva un vitello all’anno, venderlo era una delle pochissime occasioni per il contadino di disporre di un po’ di soldi.


Sino agli anni ’70 del secolo scorso la fecondazione avveniva in modo naturale; quando nel paese non erano presenti tori, la mucca doveva essere accompagnata a piedi per diversi chilometri sino al borgo più vicino.
Appena nati ai vitelli veniva somministrato il colostro, il latte giallognolo della mucca dei primi tre giorni dopo il parto, non buono per gli umani; in questo modo il vitello acquisiva gli anticorpi di cui era sprovvisto alla nascita.
Nella stalla veniva separato dalla madre mediante una piccola staccionata per evitare che mangiasse in eccesso.
Veniva ceduto ai commercianti dopo 4/5 mesi, quando aveva raggiunto un buon peso.


Le fotografie con i vitelli sono di Giorgio Borali
