
La carsenta era il pane fatto in casa dei contadini delle nostre campagne.
L’impasto di farina di grano, sale e acqua veniva lasciato lievitare per un paio d’ore circa, poi lavorato a forma di grossa pagnotta, adagiato su un letto di foglie di castagno nel tagliere e fatto scivolare nei testi riscaldati precedentemente con una fascina di verghe di castagno.
Ancora tiepida era eccezionalmente buona farcita con fette di salame oppure di pancetta grassa di produzione nostrale, si conservava per molti giorni nella madia, i contadini la utilizzavano anche a fette inzuppate nel latte per colazione.