261: “Volendo poi i germani passare l’Appennino per entrare nella Toscana, e sforzandosi gli Apuani di impedirgli il passo, restarono questi rotti, e posti in fuga, ed Apua incendiata e distrutta. Per tale desolazione mesti ed afflitti gli Apuani, lasciata nelle sue ceneri la loro metropoli, si ritirò la maggior parte di essi ad abitare nei borghi e ville del loro territorio, e, per ivi vivere più sicuri, edificarono in posti eminenti e forti molte torri e castelli, le vestigia dei quali ancora al presente si veggono: cioè nelle ville di Gravagna, Montelungo, e nella Valle d’Antena, del monte di Saliceto, o S. Genesio, e d’Arzelato, come pure i castelli della Rocchetta, e della valle di Dobbiana, tre nelle valli di Rossano di Zeri, quelli di Chiusola, già giurisdizione di Pontremoli, in Cravia ed in Apua medesima; il dominio dei quali fu preso, ed occupato dai più ricchi e potenti cittadini, che come signori e padroni ivi dominavano, facevano ragione, costituivano feudi, e quasi con dispotica autorità comandavano”. (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli).
1296: S. Giacomo di Piellaburga o di Piella Borgari: ospedale in Val d’Antena, sulla strada di valico detta del Cirone fra Pontremoli e Parma. Venne detto anche di Mallaticcha e di Pracchiola e infine Ospedaletto. E’ attestato nelle decime del 1296/97 (hospitale de Piellaburga), del 1298/99 (hospitale de Mallaticcha) e nell’estimo del 1470/71 (hospitale de Pitaborga), come ente direttamente dipoendente dal vescovo di Luni. Negli statuti di Pontremoli del secolo XIV si stabilisce che, per rendere più sicura la strada, si dovesse tagliare la boscaglia per uno spazio di 100 braccia (50 metri) ab hospitali di Piella Borgari sino alla costa soprastante Pracchiola. Per Zucchi Castellini è una fondazione dei cavalieri di Altopascio, ma non vi sono riscontri in proposito. Nel 1536 venne concesso in giuspatronato perpetuo alla famiglia Venturini di Pontremoli. ( Tratto da: Enrica Salvatori – Strutture ospedaliere in Lunigiana: dal censimento alla microanalisi – in Riviera di Levante tra Emilia e Toscana: un crocevia per l’ordine di San Giovanni, Atti del convegno (Genova-Chiavari-Rapallo: 9/12 settembre 1999, Genova, Istituto Internazion ale di Studi Liguri, 2001, pp. 189-222). Per visualizzare l’articolo completo: STRUTTURE OSPEDALIERE IN LUNIGIANA: DAL CENSIMENTO ALLA MICROANALISI
1523: passarono le truppe spagnole e giunsero a Pontremoli. I soldati furono distribuiti nelle ville di Montelungo, della Valle d’Antena, di Cargalla e altri paesi. Vi rimasero per 4 giorni. ( tratto da Armando Chiodi – Cargalla, la sua storia, la sua università e la sua gente)
1536: Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli: “ Il dì 14 maggio, giorno di domenica, a mezzogiorno ivi giunse il medesimo imperatore Carlo V accompagnato…… da tanta gente che giammai ne fu veduta in Pontremoli. Alloggiò Cesare nel Palazzo Pretorio…l’esercito fu ripartito nelle ville di Cravio, Ponticelli, Scorcetoli, Mignegno, Arzegno e Valle di Antena; furono ancora ripieni i conventi di San Francesco e dell’Annunziata, le chiese di S. Giorgio e S: Leonardo, passando il tutto con ottima quiete e soddisfazione. Alcuni danni arrecarono quattromila spagnuoli, che albergarono nelle ville, ma dalla comunità furono risarciti.”
1567: “A dì 12 luglio, cadde dal cielo, per lo spazio di due ore, una dirottissima pioggia, portata da un vento maestrale sì veemente che, ingrossando i fiumi, inondò i terreni con gravissimo danno. Quasi l’istesso avvenne a dì 15 d’agosto con non poco pregiudizio della fiera. Maggiore ancora fu a dì 17 di settembre ed il giorno seguente, mentre, per l’accrescenza de’ fiumi, l’acque sopravanzarono i ponti, minarono in grande quantità i molini nella valle d’Antena, di Zeri, di Rossano, di Dobbiana, di Cravio ed in Borgo vecchio, si sradicarono infiniti alberi, ed uscendo dal suo luogo il canale di Carpanella, inondò l’ospitale di S. Antonio fino a San Rocco. Il danno arrecato fu da più periti giudicato più di diecimila scudi, sebbene assai più copiosa fu la pioggia dirottissima caduta a dì 26 ottobre, ed i tre giorni seguenti, con un vento libeccio sì potente, che arrecò danni e ruine inaudite, sradicando le piante , minacciando fabbriche, sprofondando laghi e facendo cadere montagne: in alcuni luoghi il terreno sprofondo’ di mezzo miglio.” (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli).
14.2.1834: un violento terremoto, di magnitudo 5,8 durato dodici secondi, colpisce nel primo pomeriggio il territorio del monte Molinatico, infierendo in particolare nelle zone di Bratto, Braia, Guinadi, Cavezzana d’Antena e la Valdantena. Oltre ad ingenti danni materiali nel comprensorio si registrarono diverse vittime.
1851:La malattia delle viti compare in Valdantena nel 1851 e dura, senza che se ne trovasse un rimedio, in forma massiccia almeno fino al 1858 (cosi nel Liber chronicus di Valdantena, p. 26) (tratto da: Una famiglia di Valdantena in Sud America fra Ottocento e Novecento di Giulio Armanini)
9.1852: Fenomeni alluvionali con danno alle culture. A Pracchiola le “acque dirotte” causano diversi danni (Parrocchia di Pracchiola, Liber chronicus, pp. 2-3). (tratto da: Una famiglia di Valdantena in Sud America fra Ottocento e Novecento di Giulio Armanini)
10.1858: Le “piogge torrenziali” del 12 e del 20 ottobre causano seri danni alle briglie dei torrenti presso Casalina con conseguenti smottamenti del terreno che coinvolgono anche parte del paese (Liber chronicus di Valdantena,).(tratto da: Una famiglia di Valdantena in Sud America fra Ottocento e Novecento di Giulio Armanini)
9.1868: “Diluvio di San Matteo”: (29) Nel settembre di quest’anno, il 21 ed il 28, si susseguono forti piogge, con vigorose piene del Magra che determinano anche l’intervento dei volontari della Misericordia. (tratto da: Una famiglia di Valdantena in Sud America fra Ottocento e Novecento di Giulio Armanini)
1864: Il Comune di Pontremoli effettua, tra drammatiche carenze di risorse, il primo timido tentativo di affrontare l’analfabetismo della popolazione rurale istituendo la scuola facoltativa, affidata al designato insegnante don Filippo Bernardoni. (Fonte: Mino Tassi, il Maestro Pioli)
1914: A Molinello viene costruito un impianto di fonotelegrafo. (tratto da Spigolature del Corriere Apuano)
14 febbraio 1918: Le fiamme distruggono un mulino della Valdantena, di proprietà della famiglia Bernardoni. Nonostante gli sforzi della gente per salvare il salvabile le macine restano inutilizzabili. (Fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
1 aprile 1921: Viene organizzata la linea automobilistica Pontremoli – Berceto. Le corse giornaliere sono due con partenze da Pontremoli alle 9 e alle 18 e da Berceto alle 6.30 e 15.30. La durata del percorso è di un’ora e mezzo con fermata a Mignegno, Strada del Molinello, Cargalla, Montelungo Inferiore e Superiore, La Cisa, Berceto. A Berceto si trova la coincidenza per Parma. (fonte: Cronaca di un secolo in Lunigiana di Lunigiana.net)
giugno 1925: Una forte grandinata si abbatte sul paese di Gravagna distruggendo completamente il raccolto del grano. Successivamente un’altra grandinata colpisce Valdantena, Cargalla, Succisa e Pracchiola, dove viene totalmente distrutto il raccolto dell’uva.(fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
Il monumento eretto sul luogo dell’incidente
2 agosto 1927: Una grave sciagura si abbatte sulla Valdantena. Sono appena terminate le esercitazioni di tiro del 7° Artiglieria di Campagna quando quattro giovani, spinti dalla curiosità, si avviano nella zona già battuta dal fuoco. Un ragazzo trova la spoletta di un proiettile da 75 mm. Toltane la corona di rame, questo esplode. I quattro giovani di 24, 16, 14 e 13 anni di Casalina e Toplecca rimangono uccisi. Altri due giovani riportano ferite. Grande lutto a Valdantena. (fonte: cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
1 aprile 1928: Per merito di Federico Tonelli viene inaugurato il servizio pubblico automobilistico da Molinello a Pontremoli e viceversa. Per ogni corsa si spendono tre lire. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
16 luglio 1933: La Società Telefonica Tirrena, a seguito delle trattative iniziate con l’amministrazione comunale di Pontremoli fin dallo scorso anno e conclusesi con le autorizzazioni da parte dell’Azienda dei Telefoni di Stato, ha attivato l’impianto dei posti telefonici pubblici in località “Molinello” ed in frazione “Montelungo”, sede della Colonia Montana di Pontremoli e stazione climatica assai frequentata dai villeggianti delle regioni limitrofe. Il posto pubblico di Montelungo è installato nell’interno dell’Albergo “Appennino”. (FONTE: cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
13 giugno 1934: La terra trema. La scossa di carattere sussultorio è brevissima ma molto sensibile ed impressionante. Nessun danno alle persone e nessun danno agli edifici, i quali però in qualche misura ne hanno risentito. La scossa viene avvertita nei paesi a nord di Pontremoli come Succisa, Montelungo, Valdantena, Gravagna, dove è danneggiata la canonica. A Succisa un bimbo di due anni viene ferito al viso dal calcinaccio del soffitto. A Fivizzano cadono pezzi di muro di edifici già diroccati nel terremoto del 1920. Da segnalare che un giornale londinese, errando, ha riportato che Pontremoli è stata completamente distrutta. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
6 giugno 1948: Lunedì 6 corr., in occasione della festa della B.V., sono stati inaugurati i lavori di restauro della facciata della Chiesa parrocchiale, compiuti nelle ultime settimane. I lavori, che hanno dato un aspetto nuovo alla bella Chiesa, sono stati resi possibili per le generose elargizioni fatte dai parrocchiani emigrati in America, dietro invito del Priore, M.R. don Giuseppe Gaverini. E’ stata una nuova bella dimostrazione d’attaccamento alla Chiesa , offerto dalla laboriosa popolazione, vicina e lontana. Assai imponente è stata la Processione svoltasi nel pomeriggio, dopo il panegirico della B.V. I canti sono stati eseguiti, con buona preparazione, dalla Schola giovanile della Parrocchia. Simpaticamente rilevato è stato l’intervento alle sacre funzioni del pomeriggio e alla Processione del Comandante la Tenenza e la Stazione dei Carabinieri di Pontremoli Ten. Martinelli e Maresciallo Ciambellotti. (Dal Corriere Apuano 17.6.1948).
maggio 1958: Durante un rastrellamento ai piedi dell’Orsaro, presso le falde del Cirone, i Carabinieri ritrovano un ingente quantitativo di materiale bellico, in perfetta efficienza. Si tratta di pistole, fucili, mitragliatrici e munizioni. (fonte: cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
Giugno 1967: “Con lettera n. 619 del 19 giugno1967, il prof. Nello Balestracci, Segretario provinciale della D.C., comunica che per interessamento dell’on. Negrari e con la collaborazione della predetta Segreteria provinciale, il Consiglio di Amministrazione del Ministero delle Poste e Telecomunicazioni ha approvato, nella seduta del 7 giugno u.s., il piano tecnico-finanziario dei collegamenti telefonici delle frazioni di Casalina, Groppodalosio e Vignola, i cui lavori avranno inizio presumibilmente inizio entro il corrente anno.
4 febbraio 1973: Gli agricoltori di Valdantena e di Bassone si uniscono in cooperativa con lo scopo di ricostituire con moderni criteri il patrimonio zootecnico su vaste plaghe di montagna. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
febbraio 1975: Il comune di Pontremoli si oppone, contro la Falk, alla derivazione delle acque del fiume Magra in località Molinello.(fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)