
Pasquale nasce a Careola, l’ 8 agosto 1921 da Luigi e Curadi Maria. Al momento della chiamata alle armi, 16 aprile 1941, dichiara di lavorare con la famiglia terreni in affitto.
Viene assegnato al 4 Reggimento Artiglieria Alpina di stanza a Mondovì e comandato alla difesa della frontiera occidentale del nostro paese.
Nell’ estate del 1942 il Reggimento viene destinato ad aggregarsi al Corpo di Spedizione italiano, che opera in Russia al fianco dell’esercito tedesco, dove giunge il 4 agosto.
Poche settimane e con le prime copiose nevicate ed il freddo sempre più intenso, a cui i nostri soldati non sono abituati, le temperature scendono anche a meno 30/40 gradi e non hanno indumenti ed attrezzature adatte, la situazione diventa drammatica.
I russi invece si muovono in territorio da loro ben conosciuto e ben presto iniziano con violenti contrattacchi che gli consentono di ripassare il Don. I nostri soldati, pur combattendo valorosamente, sono costretti a cedere posizioni e ad arretrare.
Il 16 dicembre 1942 l’esercito russo sferra un veemente attacco con un imponente impiego di uomini e di mezzi ( 170.000 uomini9, 2000 cannoni e 700 carri armati). Numerosi gli atti di eroismo dei nostri soldati, ma la situazione precipita, rischiano di restare intrappolati.
E’ l’inizio di una tremenda ritirata, i mezzi per trasportare le persone non ci sono, i soldati sono costretti ad una marcia terribile, centinaia di chilometri a piedi nella neve e nel freddo implacabile, senza soste, con il costante rischio di congelamento, razioni scarsissime, e incalzati da vicino dai soldati russi e dai partigiani locali.
E’ una lunga fiumana di disperati, affamati, sfiniti, che solo la volontà di rivedere i propri cari spinge a proseguire.
Ma tanti sono i destinati a soccombere, sono oltre 50.000 gli uomini caduti tra morti, dispersi e feriti, a cui occorre aggiungere un elevatissimo numero di prigionieri.
Pasquale è uno dei superstiti, riesce a tirarsi fuori dalla sacca, a raggiungere sfinito le retrovie.
Il 22 marzo 1943 inizia in treno il viaggio di rientro e giunge al campo contumaciale di Vipiteno. Qualche giorno di riposo per recuperare un minimo di forze e poi gli viene concessa una licenza straordinaria di 30 giorni per rimettersi in sesto.
Al termine della licenza rientra al corpo, dove rimane sino all’8 settembre 1943 quando con l’armistizio, rimasto senza ordini e direttive dai suoi superiori, abbandona la divisa e rientra nella casa paterna.
Il 15 marzo del 1946 viene collocato definitivamente in congedo.
Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa