di Marco Angella
| Numero d’ordine | Denominazione delle Parrocchie | Numero delle famiglie | Popolazione | Villaggi o casali esistenti in ciascuna Parrocchia | Numero delle case | Osservazioni | |
| Pontremoli Città | |||||||
| 1 | S. Colombano | 106 | 623 | ||||
| 2 | S. Cristina | 128 | 615 | ||||
| 3 | S. Maria Assunta | 233 | 1124 | ||||
| 4 | S. Niccolò | 154 | 806 | ||||
| 5 | S. Pietro | 75 | 353 | ||||
| In Città | 2712 | 696 | 3521 | ||||
| In Campagna | 809 | ||||||
| Totale | 3521 | ||||||
| 6 | Arzengio | 24 | 150 | Arzengio | 34 | ||
| 7 | Braia | 36 | 176 | Braia | 59 | ||
| 8 | Bratto | 44 | 264 | Bratto | 62 | ||
| 9 | Careola | 19 | 137 | Careola | 25 | La qualità delle Case | |
| 10 | Cargalla | 42 | 244 | Cargalla | 46 | esistenti nei dicontro Villaggi | |
| 11 | Cavezzana d’Antena | 33 | 220 | Cavezzana d’Antena | 35 | o Casali sono tutte di natura | |
| 12 | Cavezzana Gordana | 23 | 195 | Cavezzana Gordana | 22 | rurale, ed in cattivo stato, | |
| 13 | Ceretoli | 29 | 198 | Ceretoli | 18 | per cui non sono suscettibili | |
| 14 | Dozzano | 22 | 189 | Dozzano | 13 | a collocarvi uffici pubblici | |
| 15 | Gravagna | 106 | 785 | Gravagna | 113 | ||
| 16 | Grondola | 77 | 352 | Grondola | 68 | ||
| 17 | Mignegno | 22 | 156 | Mignegno | 21 | ——————– | |
| 18 | Montelungo | 43 | 304 | Montelungo | 62 | Nel subborgo della SS.ma | |
| 19 | Oppilo | 13 | 98 | Oppilo | 21 | Annunziata esiste la fabbrica | |
| 20 | SS.ma Annunziata | 82 | 500 | SS. Annunziata | 38 | di un antico Convento, che | |
| 21 | Pracchiola | 31 | 210 | Pracchiola | 57 | dalla Clemenza Sovrana | |
| 22 | Saliceto | 17 | 160 | Saliceto | 8 | fu donato alla Comunità, | |
| 23 | Soccisa | 77 | 469 | Soccisa | 79 | appigionato a diversi | |
| 24 | Teglia | 22 | 143 | Teglia | 24 | inquilini | |
| 25 | Torrano | 35 | 235 | Torrano | 62 | ||
| 26 | Traverde | 16 | 126 | Traverde | 25 | ———————– | |
| Casalina | 56 | ||||||
| 27 | Val d’Antena | 115 | 714 | Groppo d’Alosio | 81 | ||
| Versola | 54 | ||||||
| 28 | Vignola | 129 | 735 | Bassone | 36 | ||
| Vignola | 75 | ||||||
| Totali N. | 1753 | 10281 | |||||
Cfr. S.A.S.P., Affari diversi di governo, b. 97 (anno 1848), filza 38, gennaio-febbraio-marzo,
“Comunità di Pontremoli.
Parrocchie, Popolazione, Villaggi e Impiegati della Comunità suddetta”
Com’era Pontremoli centocinquant’anni fa? Da un prospetto rinvenuto fra le carte dell’archivio pontremolese, conservate presso i locali della SS. Annunziata, è possibile carpire dati statistici nonché informazioni sugli “impiegati comunitativi”. Val bene precisare che il documento a cui si fa riferimento porta la firma del Cancelliere G.B. Galeffi nonché la data 15 febbraio 1848.
Si tratta dunque di una “fotografia” scattata all’inizio dell’anno! Non va infatti dimenticato che il 1848 fu un anno intenso, fitto di avvenimenti importanti. Per conoscere nei dettagli il corso degli eventi è sufficiente scorrere le pagine di “Storia di Pontremoli dalle origini all’Unità d’Italia”, il prezioso volume del noto storico locale Nicola Zucchi Castellini: dalla nuova amministrazione parmense, instaurata ai primi di gennaio, ai governi provvisori, per non contare le visite di personaggi illustri come quella di Vincenzo Gioberti (avvenuta in maggio e ben illustrata da Manfredo Giuliani) e quella del Granduca Leopoldo II (luglio), nonché il passaggio dei volontari Goffredo Mameli e Nino Bixio (novembre). Vicende davvero difficilmente condensabili in poche righe!
Scopo del presente articolo è esclusivamente quello di far riassaporare il clima dell’epoca, rispolverando dati numerici annotati da una mano davvero esercitata e riportando alla mente diversi incarichi oramai dimenticati.
Dai freddi numeri riscontriamo che Pontremoli Città contava 3521 abitanti e che l’intera comunità era costituita da 10281 persone.
Ovviamente la parrocchia più popolata risultava Santa Maria Assunta (con 1124 abitanti distribuiti su 233 famiglie). Seguiva a distanza San Nicolò con 806 abitanti (su 154 famiglie). La meno popolata era San Pietro con le sue 353 anime (su 75 famiglie).
Gravagna risultava essere la parrocchia di frazione più popolata con 785 anime, seguita da Vignola con 735 e dalla Val d’Antena con 714. Le frazioni meno abitate risultavano Oppilo (98), Traverde (126) e Careola (137).
Veniamo ora agli “Impiegati Comunitativi”
All’epoca Pizzati Francesco ricopriva la carica di Commesso Copista. Percepiva 600 £ di provvisione ed era in servizio da 11 anni. Obbligo dell’impiego: “Servizio giornaliero e continuato per tutte le ore nelle quali sta aperto l’Uffizio, e a disposizione esclusiva del Cancelliere”. L’impiego in questione era stato stabilito con Sovrano Rescritto del 12 novembre 1819.
La Comunità si avvaleva di due medici condotti e di due chirurghi condotti. Ognuno di loro percepiva 1200 £ di provvisione. Il Dottor Carlo Masini (medico condotto) era in servizio ormai da vent’anni; il Dottor Guglielmo Perugi (medico condotto) era in carica da 6 anni. Tanto il Dottor Francesco Barbieri quanto il Dottor Romualdo Martelli (che rivestivano entrambi il ruolo di chirurgo condotto) avevano appena un anno di servizio. Obblighi dell’impiego: “Tutta cura gratuita nella Città, Subborghi, Campagna, Comunità di Caprio e nei popoli di Arzelato, Codolo, Cervara, Guinadi e Navola nella Comunità di Zeri, agli Esposti, Militari e Reclute. Inoculazione del Vaccino con diritto ad un premio. Cavalcatura a proprie spese. Supplire al servizio dello Spedale, in caso d’impedimento o assenza di quel Medico Chirurgo Infermiere. Il suddetto servizio si eseguisce a turno, a forma del Regolamento stabilito con Partito del Consiglio Generale del 23 febbraio 1837 approvato con Sovrano Rescritto del dì 15 giugno successivo”. Val la pena sottolineare che i Professori in materia medica venivano sottoposti alla conferma triennale del Consiglio Generale.
Due erano le levatrici della comunità: Reisoli Anna e Trivelloni Zita. Entrambe percepivano 100 £ ed erano in carica da due anni. Obblighi: “Servire gratuitamente le miserabili della Città e di tutta la Campagna della Comunità. Risiedere in Città a forma del partito del consiglio generale del 24 ottobre 1844 approvato con Ministeriale dell’ill.mo Signor Provveditore della R. Camera di Soprintendenza Comunitativa di Pisa del 19 dicembre successivo di n. 4163”
Le levatrici erano soggette alla conferma annuale del Magistrato.
Procaccia della Comunità pontremolese era Balestracci Paolo che percepiva 160 £ e, pensate un po’, era in servizio da ben 40 anni! Obblighi: “Due gite il mese, che una fino a Pisa e l’altra fino a Firenze. Portare i grossi plichi di corrispondenza Ministeriale, i Pacchi dello Stato Civile e delle Stampe pel servizio della Cancelleria, in ordine al Partito del Consiglio Generale del 5 dicembre 1828 approvato con Sovrano Rescritto del 10 gennaio 1829 ed a forma di altro partito del consiglio generale del dì 8 novembre 1841”. Anche il Procaccia era soggetto alla conferma triennale del Magistrato
Temperatore e Custode dell’Oriuolo nel 1848 era Pezzetti Antonio, il quale percepiva 180 £ di provvisione e svolgeva quell’ufficio da 24 anni. Obblighi: “Caricare e regolare quotidianamente la Macchina dell’Orologio nella pubblica Torre e mantenere la fune a suo carico. Suonatore della Campana pubblica”. Tale impiego, a differenza degli altri sinora citati, veniva “passato di padre in figlio”.
Da 5 anni svolgeva l’incarico di Custode e Donzello di Cancelleria, percependo 480 £., certo Pezzetti Lorenzo che per diciassette anni aveva ricoperto la carica di Donzello della Magistratura. Obblighi: “Aprire quotidianamente la mattina ed il giorno la Cancelleria alle ore stabilite dal Cancelliere e chiuderla dopo partiti i Ministri. Stare permanentemente nell’Uffizio senza potersi assentare se non con permesso del Cancelliere. Tenere pulite tutte le stanze dell’uffizio. Nella stagione invernale accendere il caminetto, accomodare gli scaldini e i lumi per la sera. Dipendere dal Cancelliere e dagli altri ministri ed eseguire i loro ordini.”
L’Impiego era stato istituito col Partito del Consiglio Generale del 17 ottobre 1842, approvato con Sovrano Rescritto del 13 gennaio 1843.
Il Donzello del Magistrato si chiamava Pezzetti Antonio ed era in carica da un anno. Due erano i personaggi che ricoprivano il ruolo di Tromba del Magistrato: Salvini Marc’Antonio svolgeva l’attività da ben 25 anni; Salvini Vincenzo appena da un anno. Tutti e tre percepivano 84 £. Obblighi: “Servizio a turno a disposizione del Gonfaloniere e del Cancelliere per invitare il Magistrato, portare Avvisi, Lettere ed accompagnare la pubblica rappresentanza nelle consuete Tornate e Feste. Tener pulita la cancelleria.” I tre impiegati erano soggetti alla conferma annuale del Magistrato
Don Felice Cagnacci si era assunto l’incarico di Cappellano Cerimoniere per 12 £ ed esercitava il suo ruolo da circa 33 anni. Obblighi: “Recitare l’Inno Veni Creator Spiritus tutte le volte che si aduna il Consiglio Generale. Accompagnare la Magistratura in occasione delle pubbliche Tornate.” Era soggetto alla conferma annuale del magistrato.
Tavolaccino della comunità era Potestà Francesco, il quale svolgeva quella mansione da 5 anni e percepiva 22 £ ca. Obblighi: “Servire il Gonfaloniere nelle occasioni delle adunanze del Consiglio Generale e delle Tornate e Rappresentanze pubbliche.”
Era soggetto anch’egli alla conferma annuale del magistrato
Da ben 25 anni risultava essere Custode del Campo Santo Pezzetti Nicola al quale venivano assegnate 72 £ di provvisione. Obblighi: “Custodire il Campo Santo della Città, far le buche per la tumulazione dei cadaveri mediante il pagamento secondo la tariffa stabilita dalla Magistratura e gratis per i Miserabili, in ordine ai partiti del 9 febbraio 1838 e del 24 ottobre 1844”
Tale impiego, come quello del Custode dell’Oriuolo, veniva passato di padre in figlio.
Infine la comunità pagava due Spazzini delle strade. Salvini Girolamo, in carica appena da un anno, percepiva 100 £. Obblighi: “1.a Sezione. Dalla Porta Parmigiana al ponte di San Francesco di Sotto. Tenere quotidianamente nette e pulite le strade, piazze e strade traverse, niuna esclusa nè eccettuata della loro respettiva sezione.”
Martelli Giovanni, al settimo anno, percepiva 50 £. Obblighi: “2.a Sezione. Dal ponte di Nostra Donna alla Porta Fiorentina.” Entrambi i ruoli erano stati istituiti con partito del 7 ottobre 1846 approvato con la Ministeriale del Provveditore della Regia Camera di Pisa del 19 gennaio 1847 n. 226. Erano soggetti alla conferma annuale del Magistrato.
Queste erano le informazioni desumibili dal prospetto rinvenuto. Si è pensato di riportare anche i nomi degli “impiegati” con la convinzione che la storia della comunità non sia fatta solo dai personaggi illustri ma anche da coloro che nel corso degli anni hanno operato sul territorio.
Marco Angella, Popolazione e impiegati nella Pontremoli del 1848, pubblicato in “Il Corriere Apuano, Pontremoli, n. 43 del 7.11.1998 pp. 3- 3