[LA CHIESA DEL] LA SANTISSIMA ANNUNZIATA

di Giuseppe Benelli

Le case e la chiesa della SS. Annunziata, ai piedi del groppo de Tabernula. La facciata opera del maestro comacino Giovanni da Lugano, inaugurata nel 1558, è caratterizzata da elementi stilistici compositi.

Il visitatore che entra per la prima volta nella chiesa della SS. Annunziata rimane in parte “sconcertato”. Sia che entri dalla porta della facciata, sia che vi acceda dal bel portone laterale che dà sul borgo, il visitatore trova difficoltà a coordinare gli elementi architettonici che gli si presentano. L’ampia navata è “ingombra” al centro da un tempietto che, pur elegan-te, risulta troppo “invadente” per l’edificio che lo contiene.

Né la meraviglia cessa quando lo sguardo corre all’altare centrale posto alla sommità di una imponente scalinata, che non nasconde nessuna cripta sottostante.

Elementi di grande “maraviglia” sono le colonne tortili lavorate degli armadi della sacrestia

Siamo decisamente di fronte ad una struttura religiosa di grande interesse, dove la storia della sua costruzione solo in parte spiega la nascita dei vari elementi. Nella chiesa della SS. Annunziata, infatti, troviamo due modi diversi d’intendere l’arte: da un lato un forte legame con la tradizione gotico-medievale, dall’altro l’esigenza della nuova cultura che, nella seconda metà del ‘400, apriva anche il mondo pontremolese all’Umanesimo fiorentino.

Edificata per volontà comunale attorno al tabernacolo miracoloso, che contiene una pittura a fresco dell’Annunciazione, i lavori iniziano nel 1474. Il primo architetto responsabile risulta dai documenti Biagio da Firenze; dopo un anno circa è sostituito da Martino da Lugano. Forse si deve proprio a questi due architetti il dualismo evidente nell’analisi degli elementi artistici: a Biagio si deve l’impostazione di gusto rinascimentale, su cui Martino ha sovrapposto la propria tradizione culturale ancora legata al gotico.

Gli armadi della sacrestia, fantasticamente decorati con straordinaria ricchezza d’intaglio, sono opera di frate Francesco Battaglia da Mignegno, terminata nel 1676 dopo otto anni di lavoro

Il cuore della chiesa è il magnifico tempietto marmoreo che custodisce l’immagine miracolosa dell’Annunciazione. Opera di Jacopo Sansovino, innalzata nel 1527, è di forma ottagonale e sul cornicione sorregge otto piccole statue con i simboli della Passione, attribuibili al Tribolo, l’allievo migliore del Sansovino.

Sopra la porta d’ingresso, chiusa da un elegante cancello di ferro battuto a formelle quadrilobate, vi è la lunetta in marmo dell’Annunciazione del Sansovino; in una nicchia la statua di Sant’Agostino in cattedra, di scuola sansoviana. All’interno l’affresco miracoloso dell’Annunciazione è coperto da un’altare sovrastato dalla pala di Luca Cambiaso, raffigurante l’Adorazione dei Magi, datata 1558.

E’ questo tempietto il cuore del santuario e in sua funzione sono gli altri elementi artistici della chiesa, che è il più bel monumento dell’arte pontremolese. Il polittico della Madonna con gli Evangelisti, attribuito a Giacomo Serfoglio, è opera quattrocentesca di grande valore. Dopo il recente restauro, non è stato più collocato nella cornice dorata che lo conteneva: cornice che, pur essendo molto posteriore rispetto alla datazione del dipinto, valorizzava molto di più l’opera. La bella tela del Garofalo raffigura la Madonna col Bambino tra i Santi Agostino e Nicola da Tolentino.

Particolare della cancellata della cappella di San Nicola da Tolentino, con al centro lo stemma comunale, lavoro di fine artigianato di Geminiano da Pontremoli

La Cappella di San Nicola è affrescata da Francesco Natali. La sacrestia con gli armadi di straordinaria ricchezza d’intaglio, è opera di Francesco Battaglia da Mignegno, terminata nel 1676.

Capolavori che ci fanno comprendere quanta importanza abbia avuto questo santuario nella storia di Pontremoli e di quanta venerazione sia stato oggetto dalla popolazione, non solo lunigianese, l’affresco quattrocentesco della SS. Annunziata.

Particolare della cancellata della cappella di San Nicola da Tolentino, con al centro lo stemma comunale, lavoro di fine artigianato di Geminiano da Pontremoli.

Giuseppe Benelli, La Santissima Annunziata, pubblicato in Almanacco Pontremolese, 1991, anno XIII, curato e edito da Centro Lunigianese di Studi Giuridici di Pontremoli.

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