INTORNO A OSSA FOSSILI DEI DINTORNI DI PONTREMOLI E ORTONA

di G. Capellini.

Nel 1885, durante i lavori per la costruzione della ferrovia Parma–Spezia, furono rinvenuti resti fossili nei dintorni di Pontremoli. La scoperta suscitò l’interesse del geologo Giovanni Capellini, che ne descrisse i reperti in una comunicazione pubblicata nel Bollettino della Società Geologica Italiana del 1886.


A proposito della comunicazione del socio Cocchi, intorno alla scoperta di avanzi di rinoceronte fossile nei dintorni di Pontremoli, il socio Capellini aggiunge:

“Mi sento in obbligo di dichiarare che fino dal 3 gennaio 1885, dal sig. avv. Silvio Venturini di Pontremoli mi furono inviati avanzi di vertebrati fossili scoperti nel Pontremolese in occasione dei lavori per la strada ferrata Parma – Spezia.

Dalla lettera del signor Venturini si rilevava che quelle ossa fossili erano state scavate a circa sei metri di profondità in una trincea praticata presso la casa Martinelli in una collina che si trova sulla destra del Rio Verde e divide il piano di Verdeno dalla piccola valle del torrente Ardiola a un chilometro a ponente di Pontremoli.

Nessun esemplare di quelle ossa era intero e meritevole di essere esposto in una raccolta paleontologica, ma la scoperta è assai interessante.

Fra gli esemplari meno sciupati e che tuttavia conservo nel gabinetto di geologia in Bologna, si notano:

  • Un frammento di corno di bue, probabilmente Bison Priseus
  • Porzione del ramo destro della mandibola sguernito di denti, dei quali ve ne hanno alcuni isolati.
  • Porzioni di corna di cervo: Cervus Guettardi?.
  • Frammenti di denti pure di cervo e frammenti di costole.
  • Porzioni di due scapole di cavallo e un dente molare superiore molto guasto ma che credo di poter riferire all’Equus Caballus, frammento di tarso e metatarso dello stesso animale.
  • Insieme alle ossa furono raccolti frammenti di legni carbonizzati e strobili di abete.
  • Raccomandai al signor Venturini di non trascurare di raccogliere altri avanzi meglio conservati, anche per poter con maggior sicurezza definire, se trattasi di un deposito pliocenico : ovvero pare più probabile, di un deposito quaternario.

G. Capellini, Intorno a ossa fossili dei dintorni di Pontremoli e Ortona, Bollettino della Società Geologica Italiana, volume V, pgg. 490/491

L’immagine di introduzione alla pagina è statada Wikipedia

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