

Nasce ad Arzelato il 29.5.1918 da Raffaele e Benelli Giulia. Chiamato alle armi con l’Italia in guerra, all’indomani dell’8 settembre 1943 si rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò e viene fatto prigioniero e trasferito in Germania. Ha lasciato un toccante libro sul periodo di prigionia, tra tanta fame, sporcizia, fatiche, lontananza dalla famiglia e dalla patria (Per non chinare la testa – un lunigianese nei lager nazisti, Ed. Corriere Apuano, 1988). Alla fine della guerra riesce a rientrare a Pontremoli e il 20 ottobre 1945 sposa in San Colombano Tizzarelli Iolanda. E’ stato apprezzato docente di Materie Letterarie e dirigente scolastico. Nel 1963 è stato eletto Sindaco della città per una legislazione. Nel 2009 il Comune di Pontremoli gli ha assegnato civica benemerenza con la seguente motivazione: ““Uomo di profondi ideali, ha vissuto gli anni più dolorosi della seconda Guerra Mondiale, scegliendo la resistenza per la libertà e pagandone il prezzo con la deportazione e l’internamento per 22 mesi, sorretto dalla fede in Dio e nella dignità degli uomini. Facendo tesoro della terribile esperienza del lager, con l’impegno e la dedizione profusi per la scuola, nelle Associazioni e nel servizio alle Istituzioni civili come Amministratore e come Sindaco, ha consegnato alle future generazioni una preziosa testimonianza di vita”. Anche il Presidente della Repubblica nel 2008 lo aveva insignito di medaglia d’onore, riservata ai cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti.
La foto di introduzione alla pagina, che ritrae Orlando Lecchini in divisa militare, è tratta dal volume “Per non chinare la testa”.
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