
Alberto è nato a Mignegno, comune di Pontremoli, il 22 giugno 1920 da Emilio e Carnesecca Luigia; sino a vent’anni ha aiutato i genitori nella lavorazione della terra.
E’ stato chiamato alle armi il 7 gennaio 1941 ed assegnato al 4° Reggimento Alpini gruppo Mondovì ed inviato in territorio in stato di guerra. Il 5 agosto 1942 con il 4° Reggimento Art. Alpina viene inviato in Russia a seguito del Corpo di Spedizione Italiano.
L’arrivo dell’inverno, con neve alta e temperature rigidissime determina la svolta, l’esercito russo contrattacca; i soldati italiani, mal equipaggiati, pur combattendo con coraggio e determinazione, sono costretti a soccombere, inizia la tragica ritirata di Nikolajewka durata molti giorni per percorrere a piedi, nel gelo e senza sosta, centinaia di chilometri. Quaranta mila i soldati morti o catturati, una tragedia alla quale il nostro Alberto riesce a sopravvivere, seppur terribilmente smagrito e debilitato.
Rientrato in Italia nel marzo del 1943, ha potuto godere di una licenza di 30 giorni per riacquistare le forze; quindi, è rientrato nel corpo di appartenenza.
Per Alberto la guerra aveva ancora in serbo altre amarissime e tragiche situazioni.
All’indomani dell’Armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutatosi di combattere al fianco dei tedeschi, viene fatto prigioniero a Bolzano, deportato in Germania e internato nel campo lavoro di Hohenstein.
Dopo la fatica e lo sfinimento, la fame e il gelo della ritirata russa, per Alberto la guerra riserva ancora patimenti: i prigionieri vengono assembrati in baracche di legno fredde, sporche, popolate di pidocchi, il cibo è scarso e poco nutriente, la disciplina inutilmente rigida e spesso capricciosa. Alberto viene assegnato ad una fabbrica per componenti militari; i turni di lavoro sono massacranti, i prigionieri sono estremamente debilitati dalla mancanza di cibo adeguato e dalla mancanza di cure alla persona, e se non fossero ancora sufficienti, a questi motivi di sgomento si sommano anche i rischi dei bombardamenti alleati che col passare del tempo si fanno sempre più intensi e quotidiani.
Ancora una volta Alberto è più forte delle avversità, la Germania è sconfitta, gli Alleati liberano il campo di lavoro e finalmente il 28 agosto 1945 può rientrare in Italia.
Gli viene conferita la meritata Croce al Merito di Guerra.
Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare depositato presso l’Archivio di Stato di Massa e della pubblicazione Schiavi di Hitler, di Angelo Angella, Manuela Angella e gli studenti della classe 5a B.S.U. del Liceo A. Malspina di Pontremoli, 2023