
Domenico nasce a Cervara il 22 marzo 1941 da Francesco e Beccari Annunziata.
Lavora la terra in famiglia sino all’8 gennaio 1941 quando viene chiamato alle armi ed aggregato al 4° Reggimento Artiglieria Alpina, gruppo di Mondovì.
Nonostante i numerosi ricoveri che denotano uno stato fisico deficitario ( sono 70 i giorni di convalescenza cumulati), Domenico con il suo Reggimento viene inviato sul fronte russo, dove giunge l’8 agosto 1942, aggregato al nostro Corpo di Spedizione Italiano in Russia che opera a supporto dell’esercito tedesco.
Domenico arriva al fronte russo in un momento delicato, passano poche settimane e con l’arrivo del freddo e del cattivo tempo, le truppe russe – riorganizzate e rinforzate – cominciano a premere, passando da una fase prettamente difensiva ad una offensiva che, nonostante l’accanita resistenza dei nostri reparti, consente ai russi di stabilire delle teste di ponte sulla riva dove erano attestate le nostre truppe.
E’ l’inizio della controffensiva russa che determina la tragica ritirata dei nostri soldati che, per uscire dell’accerchiamento sono costretti a percorre centinaia di chilometri nella freddissima, ghiacciata e desolata landa russa. I soldati morti, feriti o dispersi si calcola siano stati circa 50.000 e che quelli caduti prigionieri in mano russa siano stati oltre 60.000.
Di questi solo un numero esiguo riesce a sopravvivere ed a ritornare a casa. Tra questi c’è Domenico, che, catturato il 24 gennaio 1943, nonostante il fisico malandato, riesce a superare le dure prove della prigionia russa caratterizzata da freddo, fame, duro regime carcerario e fatiche dei lavori coatti ed a ritornare dopo quasi tre anni a casa, il 12 novembre 1945.
Domenico, purtroppo, al suo rientro in Italia deve essere ricoverato diverse volte in ospedale, il fisico troppo debilitato non riesce a riprendersi e si spegne a Pontremoli il 27 agosto 1949, anche lui vittima di una guerra insensata e crudele.
Per la compilazione della scheda ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa