FERRARI ARISTIDE

Aristide nasce l’8 maggio 1920 a Succisa da Sereno e Macchi Adele.

Sino alla chiamata alle armi, che avviene nel marzo del 1940, lavora la terra in famiglia; giunto a Boves, viene aggregato al Reggimento Fanteria 2° Settore. Il 21 aprile 1940 si frattura il radio dell’avambraccio sinistro e rientra al Corpo dopo 50 giorni di convalescenza.

Dal 18 giugno al 25 giugno 1940 partecipa alle operazioni di guerra sul fronte alpino occidentale.

Tra l’agosto 1940 ed il maggio 1941 la salute, malferma, peggiora e richiede diversi ricoveri in ospedale al termine dei quali viene dichiarato idoneo per i soli lavori sedentari.

Alla proclamazione dell’armistizio anche Aristide rimane disorientato e incerto sul da farsi, mancano ordini da parte dei superiori. Il Governo Badoglio, rifugiatosi al sud, solo il 13 ottobre 1943 dichiara ufficialmente guerra alla Germania.

Aristide abbandona la divisa e riuscendo ad evitare la cattura da parte dei tedeschi, a caccia di mano d’opera per le proprie industrie belliche, torna in famiglia.

Alla fine di febbraio del 1945 decide di dare il proprio contributo per dare la spallata definitiva ai nazifascisti sempre più in difficoltà, e si arruola, come partigiano combattente, nella 3a Brigata Beretta che opera sul versante tosco-emiliano dell’Appennino, nelle cui file opera con dedizione sino al 25 aprile, giorno della Liberazione.

Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa

Rispondi

Scopri di più da Museo Virtuale dell'Alta Lunigiana

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere