
Giovanni nasce a Torrano il 23 febbraio 1893 da Sante e Ferrini Maddalena. Dopo di lui nascono tre femmine, Maria Domenica, Fiordalinda e Assunta Carola. Nel giugno del 1903 muore la madre, Giovanni ha 10 anni e la sorella più piccola solo 3.
A vent’anni viene chiamato alla visita di leva, dichiara che sta lavorando come muratore e viene classificato soldato di 1a categoria.
Il 28 giugno 1914 è assassinato l’Arciduca Francesco Ferdinando ed esattamente un mese dopo l’Impero AustroUngarico dichiara guerra alla Serbia, dando inizio a quella che sarà la Prima Guerra Mondiale.
Il 22 agosto 1914 Giovanni viene chiamato alle armi ed aggregato al 21 Reggimento Fanteria ed il 23 maggio 1915 con la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria-Ungheria entra in stato di guerra.
Nel 1916 cambia Reggimento, prima il 91° e poi il 194°; Giovanni è forte, coraggioso, intraprendente, il 10 marzo 1917 viene promosso Caporale.
Il 24 ottobre 1917 la guerra ha una svolta tanto inattesa quanto drammatica, l’esercito austro-ungarico sfonda le nostre linee a Caporetto e sembra sul punto di assestare un colpo mortale alle nostre sorti. Rimangono sul campo 40.000 soldati tra morti e feriti, circa 280.000 sono fatti prigionieri e quasi 350.000 dispersi o sbandati.
Le nostre truppe sono costrette ad una fuga precipitosa e cercano di opporre resistenza sul fiume Tagliamento ma devono ripiegare ancora arretrando sino al Piave dove, sfruttando la barriera naturale del fiume, riescono a riorganizzarsi ed a fronteggiare il nemico. Gli scontri si fanno durissimi, entrambi gli eserciti sono consapevoli che la rottura della linea del Piave porterebbe l’Italia alla sconfitta.
Il 16 novembre 1917, nei pressi di Falgarè, gli austroungarici tentano la spallata, vogliono attestarsi sulla sponda destra del fiume. I nostri soldati – determinati, rinfrancati e sostenuti dal nuovo Comandante in capo, Diaz che rispetta gli uomini e non chiede inutili sacrifici – resistono strenuamente ed impediscono la realizzazione dell’obiettivo. E’ la prima vittoria fatta registrare dal nostro esercito dopo la disfatta di Caporetto.

Tra coloro che quel giorno combattono eroicamente c’è anche Giovanni che, come racconterà lui stesso, quasi al termine della giornata di combattimenti ha ricevuto l’ordine di impossessarsi di una costruzione, la aggira ma mentre sta per concludere l’operazione compare improvvisamente un militare austriaco con il fucile spianato che fa fuoco. Giovanni è colpito alla spalla dal fuoco ravvicinato, cade a terra ferito gravemente. Non appena le condizioni dello scontro lo consentono viene soccorso ma si teme per la sua vita, tanto che le prime notizie che giungono ai parenti a casa parlano di decesso in combattimento.
Fortunatamente non è così, Giovanni lotta tra la vita e la morte, ma la sua forte fibbra alla fine ha la meglio. La ferita è grave, Giovanni ha il braccio sinistro e la mano immobilizzati che lo rendono inabile in modo permanente.
Gli viene conferita la Croce al Merito di Guerra e l’autorizzazione a fregiarsi del distintivo d’onore.

Giovanni sposa Adelina ed hanno tre figli, un maschio e due femmine.
Giovanni viene a mancare il 28 febbraio 1977.
Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa