TOZZI GERALDO

Geraldo nasce a Succisa il 2 marzo 1921 da Federigo e Bellotti Ermelinda. Alla visita di leva dichiara di lavorare la terra in famiglia.

Il monumento ai prigionieri italiani del campo 58 Tiomnikov – foto tratta dal sito patrimonioculturale.regione.FVG.it

Viene chiamato alle armi il 9 gennaio 1941 ed aggregato al 36 Reggimento Artiglieria a Fossano; il 31 maggio 1942 viene trasferito all’ 11°Reggimento Artiglieria “Ravenna”.

Il 17 ottobre 1942 parte con destinazione fronte russo aggregato all’ 8° Reggimento Artiglieria.

Quando Geraldo giunge in Russia la situazione per gli alleati dell’ Asse sta per volgere al peggio, la città di Stalingrado ha resistito stoicamente, Stalin ha provveduto a rinforzare la linea con nuovi uomini e mezzi; lo sfondamento che sembrava alla portata delle truppe tedesche non avviene. Anzi, pochissime settimane e a fine novembre l’intera 6a Armata tedesca viene accerchiata ed annientata.

Il 16 dicembre 1942 parte la prima grande offensiva russa che costringe le truppe nostre e tedesche ad una precipitosa fuga. A gennaio la situazione assume aspetti sempre più drammatici. Il 15 parte una seconda grande offensiva sovietica che travolge i nostri Alpini ancora schierati, costretti ad intraprendere una tragica ritirata nella steppa, a piedi nella neve e nel gelo, affamati, con pochissimi armamenti, incalzati da presso dalle truppe russe che tentano l’accerchiamento. I nostri soldati, stremati, disorganizzati ed affamati, attingendo alle residue energie riescono, nella battaglia di Nikolaevka, ad aprirsi un varco che consente ai superstiti di raggiungere Sebekino, fuori dalla tenaglia russa.

Il 15 gennaio 1943, data di inizio della ritirata, il nostro esercito contava oltre 61.000 uomini. Conclusa la battaglia di Nikolaevka solo 21.000 uomini circa ( di questi oltre 7.000 sono feriti o congelati) riescono a raggiungere Sebekino. Quindi circa 40.000 sono i morti, dispersi o catturati.

Tra i prigionieri di questa drammatica ritirata c’è anche Geraldo che viene internato nel campo 58 Tiomnikov, a 500 chilometri sud est di Mosca. E’ sfinito, demoralizzato, trattato con crudeltà dai carcerieri, affamato e forse anche congelato. Non regge la prigionia, muore il 22 gennaio 1943 e viene seppellito nella fossa comune del campo.

Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa

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