NOTE D’ARCHIVIO SULL’ELETTRIFICAZIONE

Il Comune di Pontremoli produttore di elettricità

Dalla consultazione completa dei verbali dei Consigli comunali risultano tante interessanti notizie sull’illuminazione e la produzione di energia elettrica.

Si parte dal 7 luglio 1898. La Giunta è incaricata dal Consiglio comunale di “provvedere alla compilazione del progetto di una condotta d’acqua potabile”, l’Inge. Irino Venturini presenta però anche un progetto, redatto dalla ditta Gadda e C. di Milano, per la distribuzione di luce elettrica in Pontremoli. Il Venturini predispone l’installazione di un motore idraulico deviando le acque del torrente Bettinia, dichiarate potabili dal Laboratorio chimico municipale di Milano. La derivazione di quelle acque della condotta sarà utilizzata per produrre la forza motrice necessaria per l’illuminazione elettrica di Pontremoli. I lavori per l’impianto elettrico vengono fatti in economia tranne le installazioni meccaniche ed elettriche. Per far fronte alle spese viene deliberato di trasformare il mutuo contratto con la Cassa Depositi e Prestiti, in seguito al nubifragio che c’era stato nel 1885. Una parte del mutuo rimane assegnata per finire i lavori di riparazione dei danni provocati dalle acque del Magra e del Verde, che avevano riempito i sotterranei di Pontremoli, con possibile inquinamento dei pozzi. Oltre all’eccezionale nubifragio, a ogni piena si ricreava il problema dell’interramento a valle, dopo che i materiali di scarico della galleria ferroviaria del Borgallo erano stati messi nel letto del Verde. Viene acceso anche un nuovo mutuo di L. 110.000 per la creazione di un’attività industriale di produzione di energia elettrica e di erogazione dell’acqua potabile.

Finalità di quella “speciale e straordinaria azienda”

Le due aziende erano “con esercizio diretto del Comune”, il cui bilancio poteva ricavare un certo utile  “non solo per consolidare il pareggio di bilancio stesso, ma ancora per alleviare un poco la sovrimposta e le tasse locali applicate, le quali sono ora gravissime per i contribuenti”. Notiamo, per inciso, che il peso del fisco sulle popolazioni rimane una costante nel tempo. C’è anche il riscontro in sede locale della politica finanziaria del tempo, impostata sull’austera e coerente lotta per il pareggio del bilancio statale e che ebbe nel Ministro Quintino Sella il suo inesorabile realizzatore. Viene fatto un compromesso coi fratelli Pilati di Codolo per prelevare le acque del Bettinia e i progetti vanno in esecuzione nel 1899. Per risparmiare, la direzione dei lavori è data all’Ufficio Tecnico Comunale e la contabilità di quella “speciale e straordinaria azienda” viene tenuta con lavoro straordinario da Antonio Ravani, un impiegato del Comune. Nei lavori di allestimento, come era solito, vengono impiegate come manovali donne, pagate L.1 al giorno, di contro agli uomini pagati da L. 1,30 a 1,80. Gli operai più scarti venivano licenziati; nel 1901 capitò a ben 47 operai. Le garanzie per i lavoratori, un salario giusto e paritario erano conquiste ancora lontanissime, che solo l’affermarsi dei movimenti socialisti e della dottrina sociale della Chiesa, potranno attuare molto più tardi. Le necessità di pronta disponibilità di denaro liquido venivano soddisfatte con prestiti di privati, uno lo fece l’assessore Odoardo Buttini, un altro la Banca Industriale e Comunale di Pontremoli. I lavori sono dichiarati finiti il 13 dicembre 1902, tutti gli operai e assistenti sono licenziati; la Giunta ne riammetterà qualcuno dopo verifica dello stato di bisogno. Qualche anno dopo è liquidata la ditta Gadda e la “Società di Illuminazione idraulica” di Milano, che avevano installato i macchinari. L’evoluzione tecnologica avanza e nel 1908 il Comune di Pontremoli delibera di adeguarsi comprando dalla Siemens-Schuckart di Milano un gruppo turbina-alternatore con accessori e un voltometro con trasformatore. Il Comune compra altre sorgenti in terreni di Fantoni Alessio di Codolo e di altri. Lo fa per evitare che le acque del Bettinia siano convogliate alla Spezia e adibite come forza motrice di quell’Officina elettrica, con conseguente depauperamento d’acqua per Pontremoli per gli usi domestici e per il funzionamento dei tanti mulini ad acqua. Nella controversia contro il progetto spezzino di captare le acque sorgine del Bettinia, del Verde e Gordana, si teme anche di perdere l’acqua per irrigare “i fertili piani” e per le industrie di Villafranca, detta “la piccola Manchester di Lunigiana”. Le sorgenti in questione sono: Bettinia, Due Santi, Muraccino, Carbonara, Lago Verde, rio Adelano, Ometo, cave Fontane. L’impianto idroelettrico comunale di Pontremoli è lungo il Bettinia appena fuori Bassone, una località da allora denominata “l’impianto”. Nel 1911 viene stipulata la convenzione con la Società Italiana Estratti Concianti e Coloranti (SIECC) per il mantenimento della strada e dell’impianto idroelettrico. L’Azienda Municipale Elettricità e Acqua fa registrare utili annui di gestione dell’ordine di sei o sette migliaia di lire. Nel 1921 l’illuminazione elettrica è deliberata anche per Casa Corvi, Mignegno, insieme ad un aumento delle tariffe, resosi indispensabile e urgente per poter fronteggiare “le nuove e maggiori spese derivanti dai miglioramenti concessi agli impiegati e salariati e per l’aumento dei costi del materiale di esercizio”. Siamo nel periodo del “biennio rosso” con i grandi scioperi e in particolare ci sono i nuovi contratti nazionali dei metalmeccanici, che hanno ripercussioni contrattuali anche nelle aziende minori e periferiche.

Fine di una positiva esperienza

L’esperienza di un’Amministrazione Comunale che svolge attività imprenditoriale volge al termine. Il regime fascista favorisce l’imprenditoria privata e concentrata e non lascia molti spazi di manovra alle piccole aziende ed ai Comuni. Nel 1925 si aprono le trattative preliminari con la ditta SAIER (Società Anonima Impianti Elettrici Riuniti) per l’acquisto di forza elettrica, essendo il fabbisogno superiore alla produzione in loco, e per l’eventuale cessione dell’impianto, il cui prezzo viene fissato a 800.000 lire: le valute sono cambiate e l’inflazione ha deteriorato il valore della lira durante la fase di economia liberista e produttivista dei primi anni di governo fascista, che nell’estate del 1925 passerà bruscamente alla politica economica del protezionismo, della deflazione, con gravi danni per l’esportazione e con riduzione del credito bancario. La Giunta comunale delibera la cessione in data 1° luglio 1925, il ricavato viene ripartito in depositi bancari, pagamenti di debiti e varie.

Le Società elettriche fino a oggi

Nel 1932 la SAIER diventa SIEL (Società Idroelettrica Ligure) e successivamente, verso il 1938, CIELI (Compagnia Imprese Elettriche Liguri), assorbita nel 1963 dall’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica). Il nuovo Ente statale diventa Società per Azioni nel 1992 e nel 1999 in parte è stato privatizzato. Nel 1934 a produrre energia elettrica in Lunigiana c’è anche la Falck, che ottiene la concessione allo sfruttamento delle acque per produrre energia elettrica. La produzione della centrale Falck di Teglia viene convogliata verso le fonderie di proprietà a Sesto San Giovanni, con interscambio con le Ferrovie dello Stato.

Tratto da Il Corriere Apuano

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