
Mario nasce a Castoglio di Rossano il 27 luglio 1923 da Ernesto e Silvestri Graziosa.
Lavora la terra in famiglia quando il 16 aprile 1943 viene chiamato alle armi e destinato al fronte albanese; il 20 aprile sbarca a Durazzo aggregato al 13° Reggimento Cavalleggeri Monferrato.
Opera sul fronte albanese sino all’8 settembre 1943, giorno della proclamazione dell’Armistizio; la mancanza di ordini e direttive da parte dei superiori crea confusione e disorientamento nei soldati; in Italia, il Re, il Governo e gli alti comandi militari sono fuggiti al Sud.
Mario, di fronte alla intimazione dei soldati tedeschi di combattere al loro fianco, fa una scelta coraggiosa e impegnativa: sottraendosi alla cattura, sale sui monti e aderisce alla formazione partigiana Gramsci, che in quei giorni, militari italiani e popolazione albanese stanno organizzando.
Il Battaglione opera sul suolo albanese sino alla completa liberazione, reggendo scontri feroci con i tedeschi nel corso dei quali sono caduti decine di patrioti, fornendo un contributo importante alla cacciata del nemico. La formazione è molto attiva, gli scontri con i nazifascisti si fanno serrati, la popolazione li appoggia, nonostante i soprusi subiti al momento dell’occupazione.

L’Albania, grata dell’appoggio dei nostri soldati alla guerra di Liberazione, ha innalzato a Berat un monumento a ricordo del battaglione Gramsci e delle sue gesta.
Mario è rientrato in Italia, a Taranto, il 5 maggio 1945 e, congedato, è potuto ritornare in seno alla sua famiglia.
Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa.