Il contenuto di questo scritto non è inerente al territorio di cui si occupa il sito: crediamo che la storia raccontata meriti di essere comunque riportata, a testimonianza che il bene/buono esiste anche laddove pensiamo che non possa aver spazio. Questo soldato tedesco, fucilato dai suoi stessi commilitoni per essersi rifiutato di eseguire un ordine dissennato, merita tutta la nostra stima e il nostro cordoglio. (N.d.R.)
Il Notiziario del CAI (Club Alpino Italiano) a cura della sezione di Pisa (ottobre 2002) ospita del socio Alfeo Benedettini, appassionato apuanista, una memoria che ben si adatta alla Festa della Liberazione. Nella tragedia altissima della strage di Vinca, dall’altra parte, quella del nemico tedesco, ci fu uno che disse NO. Un soldato della 148° divisione tedesca, forse proprio uno del battaglione del funesto maggiore Raeder, a Vinca il 24-25 agosto 1944si rifiutò di sparare sugli inermi cittadini (174 furono gli uccisi). Quel soldato, di cui non si sa il nome, fu ucciso dai suoi per aver osato avere pietà e coscienza libera.
Ulteriore violenza fu lasciare il suo corpo abbandonato bosco senza sepoltura. Pochi metri sotto Uliano, ai lati di un sentiero che sale da Equi Terme, mani misericordiose ricoprirono di terra la salma e collocarono una piccola croce nera, di rustica fattura, che porta inciso in italiano “tedesco ignoto”.
Nel paese di Uliano, che sorge di fronte allo spettacolo maestoso delle Alpi Apuane, c’è un vecchietto che ancora ricorda e sa raccontare quel fatto lontano. Quel soldato, un martire pure lui, fu privato di ogni elemento utile a identificarlo: gli assassini vollero annientare quel fiore di amore, teneramente germogliato in mezzo a tanto orrore.
Dal Corriere Apuano, 26 aprile 2003